Riconoscere ciò che è
la forza rivelatrice delle costellazioni familiari
di Bert Hellinger
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Aam terra nuova - settembre 2001
Alla ricerca delle proprie radici: le Costellazioni Familiari di Hellinger
Una grande sala, poltrone in
cerchio e al centro storie di vita che si
raccontano da sole.
Frammenti di giovani e antiche esistenze, dai
bisnonni ai nipoti, magicamente intrecciate, oltre
la biologia e la genetica. Drammi autentici nella
vita di famiglie e di generazioni, a cui misteriose
forze impalpabili ridanno vita, dense di emozioni,
dolori, sentimenti, implacabili e irragionevoli. Il
paziente sceglie “a caso” fra quelle persone,
conosciuti o sconosciuti compagni di questa
sorprendente avventura terapeutica, gli attori che
rappresenteranno la sua famiglia. Poche parole per
raccontare il disagio che lo fa soffrire, parole
scarne, semplicemente descrittive e prive di
cariche emotive.
Regista dell'anima
Verrà rappresentata la costellazione della sua
famiglia, eppure lui rimarrà ai bordi della
scena: la vera protagonista di quello che
accadrà, è la sua anima.
Lui sarà uno spettatore apparentemente
passivo; dentro di sé un turbinio di
sensazioni e ricordi costruiranno quasi una storia
nuova, dove insospettabili “particolari” spesso
anche dimenticati o mal considerati, gli potranno
rivelare o solo far intravedere, un'immagine reale
fino in fondo della sua famiglia, e una risposta
inaspettata al suo disagio.
Posiziona la madre, il padre e ogni personaggio,
magari scomparso, defunto o mai conosciuto, la cui
“presenza” è comunque energeticamente
significativa in quella rappresentazione.
Persino ad un bambino non nato per aborto deve
essere riconosciuto il suo posto fra i parenti. Poi
si siede. Bert Hellinger è un regista attento
e rispettoso, guarda “al di là del
fenomeno”, come egli stesso afferma, presente e
sensibile ad ogni movimento e qualità
dell'energia che sta creando quelle scene. E allo
stesso tempo egli rimane responsabilmente
distaccato.
Chiede ai rappresentanti come si sentono, li sposta
fisicamente e li guida nei loro contatti. Ma la
storia si svolge da sé. Animato da una strana
alchimia di sensazioni, ogni personaggio si ritrova
pienamente coinvolto e guidato da quelle emozioni e
quegli impulsi, che nella realtà appartengono
o sono appartenuti ai veri protagonisti di quella
famiglia.
Le verità più nascoste
Emergono le verità più nascoste di quel
piccolo mondo familiare, i segreti, le dinamiche
più sottili nei rapporti fra i componenti.
Nuovi squarci di verità o nuovi modi di
guardare ad essa, mai così chiaramente
riconosciuta e compresa nella consapevolezza di
quel paziente.
Dal posto che occupano i sostituti di questi
protagonisti, presenti o “perduti”, dalle dinamiche
che essi attuano, dalle sensazioni che manifestano,
persino sintomi fisici e dolori, il terapeuta
può individuare i legami nascosti, gli “ordini
dell'amore” che regolano quel sistema familiare,
creando benessere e serenità, oppure dolore e
malattia. Suggerisce movimenti e affermazioni,
brevi ma di intensa efficacia: “guarda tuo padre
negli occhi e digli: ti onoro”. In questo modo
egli asseconda e aiuta il suo assistito a
riconoscere quei movimenti dell'anima che spingono
alla riconciliazione con la famiglia, cercando di
ritrovare e accogliere i comportamenti rifiutati o
dimenticati. Un processo di integrazione e di
liberazione insieme, che scoglie i conflitti e
restituisce la pace. Tutta la platea è
coinvolta. Nell'anima di ogni persona stanno
risuonando le voci e le eco di quella storia; ogni
persona in sala sta affrontando dentro di sé i
propri sentimenti, sta guarendo individualmente
mentre è parte di un gruppo, la cui potente
energia è innanzitutto di sostegno al
protagonista vero di quella costellazione. Il
gruppo lavora avvolto in un'atmosfera quasi sacra
di profondo rispetto per ciò che avviene, e
anche per ciò che risulta difficile da
comprendere e razionalizzare; tutti aperti ed
emozionati, senza giudizio, desiderosi di
riconoscere e proteggere la dignità di quella
storia.
Noi siamo la nostra famiglia
Bert Hellinger e i suoi allievi stanno portando con un successo esplosivo questa nuova, intensa terapia di guarigione in decine di Paesi. Ai seminari si iscrivono centinaia di persone, tutte con la speranza di avere l'occasione di portare la propria storia su quel singolare palcoscenico e ritrovare nell'anima un senso di pace con la propria famiglia e origine.
Dalla riconciliazione alla guarigione
Che la sofferenza si esprima con una depressione,
una malattia neurologica, un male incurabile o
sconosciuto, nulla importa: il fatto è che
alla radice di ogni malessere c'è un legame
non riconosciuto con la nostra origine, la stirpe,
la famiglia.
"La vita viene da molto lontano - dice Eva
Hanggì, appassionata studiosa delle tecniche
terapeutiche di Hellinger - e ci è
trasmessa dalla nostra famiglia. Quindi noi siamo
la nostra famiglia. Quella di origine costituisce
le radici del nostro albero della vita. E
affinché questo possa svilupparsi nella
pienezza delle proprie forze, le nostre radici
devono essere in ordine".
La coscienza di gruppo
Questo mettere “in ordine” grazie a quello che
Albrecht Mahar, medico e terapeuta, definisce
“campo cosciente”, caratterizza e distingue
la terapia sistemica fenomenologica di Hellinger
dalle altre tecniche di lavoro con la
famiglia.
Ogni gruppo umano è regolato da un senso
inconscio dell'ordine, che deriva da una sorta di
coscienza collettiva, e rappresenta l'identità
di quel gruppo; garantisce l'evoluzione della
stirpe, la genera e rinnova. A questo gruppo
appartengono tutti i membri della famiglia,
qualsiasi ruolo si siano trovati a svolgere. Se un
componente è stato dimenticato o ha subito una
tragica esperienza, ad esempio di rifiuto ed
esclusione, che nessuno ha riconosciuto e
“riparato”, la legge di quella coscienza collettiva
che guida la famiglia innescherà un meccanismo
di irresistibile bisogno di riparazione. La
coscienza di gruppo, che conserva una memoria e la
capacità di entrare in risonanza con altri
campi, sceglierà nelle generazioni successive
dei discendenti e li metterà al servizio di
quelle energie bloccate. L'ingiustizia del passato
continuerà a riprodursi nella vita di più
generazioni finché non verrà
riconosciuta.
"Nelle famiglie e nelle stirpi - spiega
Hellinger - ogni membro, sia vivo che morto, ha
lo stesso diritto di appartenenza. L'ingiustizia
dell'esclusione viene espiata nella famiglia e
nella stirpe, in quanto un altro membro rappresenta
spesso a sua insaputa la persona esclusa o
dimenticata di fronte alle altre rimaste o venute a
far parte del sistema. Questa è la causa
più importante di un irretimento e dei
problemi che derivano da questa situazione, sia per
la persona irretita che per la sua famiglia. Nelle
famiglie vige dunque la legge della parità di
valore di tutti. Come terapeuta metto di nuovo in
luce e in gioco gli esclusi, e quando vengono
riconosciuti e accolti, regna la pace, e gli
irretiti sono di nuovo liberi."
Raccogliere l'amore
"Certe malattie gravi - è sempre
Hellinger a dire - per esempio il cancro, hanno
una causa sistemica. Il contesto sistemico si
manifesta nella dinamica “Ti seguo”. Qualcuno vuole
dunque seguire nella malattia o nella morte, un
malato o un deceduto della sua stirpe. O un
bambino, quando vede che qualcuno nella sua
famiglia vuole seguire un altro in questo modo,
dice “Preferisco andare io al posto tuo”. A
ciò si aggiunge anche il desiderio di
espiazione e di una compensazione del male
attraverso il male. Se si riconoscono queste
dinamiche, si può togliere loro potere ed
alleviare molta sofferenza". Dietro quello che
sembra una crudele sequenza di casualità
tragiche, quindi, spesso si nascondono ingiustizie
o problemi irrisolti e inconsciamente “assorbiti”
in dinamiche ripetitive da alcuni discendenti.
"Dietro ad ogni comportamento - dice ancora
Hellinger - per quanto strano possa sembrare
agisce sempre l'amore. E anche dietro ai sintomi
che uno ha, è sempre l'amore che agisce. Per
questo è decisivo che nella terapia si trovi
il punto in cui l'amore si raccoglie. Allora si
è alla radice, e qui si trova anche la via che
porta alla soluzione. Poiché anche alla
soluzione si giunge sempre attraverso
l'amore."
Riconoscere ciò che è, aprirsi alla
verità meno apparente per ritrovare la vera
identità familiare, sviluppare e onorare le
proprie origini per potersi accettare e guarire: in
questo processo la soluzione. E possiamo essere
d'accordo con Hellinger: ci vuole tanto amore per
questo. E anche fiducia in energie e valori che, da
un mondo invisibile, ci mandano segnali e
insegnamenti, anch'essi rispettosi della nostra
dignitosa e imperfetta umanità, che troppo
spesso ci rende ciechi e ci fa sembrare più
facile soffrire che guarire.
Rita Vitrano
