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Riconoscere ciò che è

la forza rivelatrice delle costellazioni familiari

di Bert Hellinger

Prezzo: 13,00 EUR

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Aam terra nuova - settembre 2001

Alla ricerca delle proprie radici: le Costellazioni Familiari di Hellinger

Una grande sala, poltrone in cerchio e al centro storie di vita che si raccontano da sole.
Frammenti di giovani e antiche esistenze, dai bisnonni ai nipoti, magicamente intrecciate, oltre la biologia e la genetica. Drammi autentici nella vita di famiglie e di generazioni, a cui misteriose forze impalpabili ridanno vita, dense di emozioni, dolori, sentimenti, implacabili e irragionevoli. Il paziente sceglie “a caso” fra quelle persone, conosciuti o sconosciuti compagni di questa sorprendente avventura terapeutica, gli attori che rappresenteranno la sua famiglia. Poche parole per raccontare il disagio che lo fa soffrire, parole scarne, semplicemente descrittive e prive di cariche emotive.

Regista dell'anima

Verrà rappresentata la costellazione della sua famiglia, eppure lui rimarrà ai bordi della scena: la vera protagonista di quello che accadrà, è la sua anima.
Lui sarà uno spettatore apparentemente passivo; dentro di sé un turbinio di sensazioni e ricordi costruiranno quasi una storia nuova, dove insospettabili “particolari” spesso anche dimenticati o mal considerati, gli potranno rivelare o solo far intravedere, un'immagine reale fino in fondo della sua famiglia, e una risposta inaspettata al suo disagio.
Posiziona la madre, il padre e ogni personaggio, magari scomparso, defunto o mai conosciuto, la cui “presenza” è comunque energeticamente significativa in quella rappresentazione.
Persino ad un bambino non nato per aborto deve essere riconosciuto il suo posto fra i parenti. Poi si siede. Bert Hellinger è un regista attento e rispettoso, guarda “al di là del fenomeno”, come egli stesso afferma, presente e sensibile ad ogni movimento e qualità dell'energia che sta creando quelle scene. E allo stesso tempo egli rimane responsabilmente distaccato.
Chiede ai rappresentanti come si sentono, li sposta fisicamente e li guida nei loro contatti. Ma la storia si svolge da sé. Animato da una strana alchimia di sensazioni, ogni personaggio si ritrova pienamente coinvolto e guidato da quelle emozioni e quegli impulsi, che nella realtà appartengono o sono appartenuti ai veri protagonisti di quella famiglia.

Le verità più nascoste

Emergono le verità più nascoste di quel piccolo mondo familiare, i segreti, le dinamiche più sottili nei rapporti fra i componenti. Nuovi squarci di verità o nuovi modi di guardare ad essa, mai così chiaramente riconosciuta e compresa nella consapevolezza di quel paziente.
Dal posto che occupano i sostituti di questi protagonisti, presenti o “perduti”, dalle dinamiche che essi attuano, dalle sensazioni che manifestano, persino sintomi fisici e dolori, il terapeuta può individuare i legami nascosti, gli “ordini dell'amore” che regolano quel sistema familiare, creando benessere e serenità, oppure dolore e malattia. Suggerisce movimenti e affermazioni, brevi ma di intensa efficacia: “guarda tuo padre negli occhi e digli: ti onoro”. In questo modo egli asseconda e aiuta il suo assistito a riconoscere quei movimenti dell'anima che spingono alla riconciliazione con la famiglia, cercando di ritrovare e accogliere i comportamenti rifiutati o dimenticati. Un processo di integrazione e di liberazione insieme, che scoglie i conflitti e restituisce la pace. Tutta la platea è coinvolta. Nell'anima di ogni persona stanno risuonando le voci e le eco di quella storia; ogni persona in sala sta affrontando dentro di sé i propri sentimenti, sta guarendo individualmente mentre è parte di un gruppo, la cui potente energia è innanzitutto di sostegno al protagonista vero di quella costellazione. Il gruppo lavora avvolto in un'atmosfera quasi sacra di profondo rispetto per ciò che avviene, e anche per ciò che risulta difficile da comprendere e razionalizzare; tutti aperti ed emozionati, senza giudizio, desiderosi di riconoscere e proteggere la dignità di quella storia.

Noi siamo la nostra famiglia

Bert Hellinger e i suoi allievi stanno portando con un successo esplosivo questa nuova, intensa terapia di guarigione in decine di Paesi. Ai seminari si iscrivono centinaia di persone, tutte con la speranza di avere l'occasione di portare la propria storia su quel singolare palcoscenico e ritrovare nell'anima un senso di pace con la propria famiglia e origine.

Dalla riconciliazione alla guarigione

Che la sofferenza si esprima con una depressione, una malattia neurologica, un male incurabile o sconosciuto, nulla importa: il fatto è che alla radice di ogni malessere c'è un legame non riconosciuto con la nostra origine, la stirpe, la famiglia.
"La vita viene da molto lontano - dice Eva Hanggì, appassionata studiosa delle tecniche terapeutiche di Hellinger - e ci è trasmessa dalla nostra famiglia. Quindi noi siamo la nostra famiglia. Quella di origine costituisce le radici del nostro albero della vita. E affinché questo possa svilupparsi nella pienezza delle proprie forze, le nostre radici devono essere in ordine".

La coscienza di gruppo

Questo mettere “in ordine” grazie a quello che Albrecht Mahar, medico e terapeuta, definisce “campo cosciente”, caratterizza e distingue la terapia sistemica fenomenologica di Hellinger dalle altre tecniche di lavoro con la famiglia.
Ogni gruppo umano è regolato da un senso inconscio dell'ordine, che deriva da una sorta di coscienza collettiva, e rappresenta l'identità di quel gruppo; garantisce l'evoluzione della stirpe, la genera e rinnova. A questo gruppo appartengono tutti i membri della famiglia, qualsiasi ruolo si siano trovati a svolgere. Se un componente è stato dimenticato o ha subito una tragica esperienza, ad esempio di rifiuto ed esclusione, che nessuno ha riconosciuto e “riparato”, la legge di quella coscienza collettiva che guida la famiglia innescherà un meccanismo di irresistibile bisogno di riparazione. La coscienza di gruppo, che conserva una memoria e la capacità di entrare in risonanza con altri campi, sceglierà nelle generazioni successive dei discendenti e li metterà al servizio di quelle energie bloccate. L'ingiustizia del passato continuerà a riprodursi nella vita di più generazioni finché non verrà riconosciuta.
"Nelle famiglie e nelle stirpi - spiega Hellinger - ogni membro, sia vivo che morto, ha lo stesso diritto di appartenenza. L'ingiustizia dell'esclusione viene espiata nella famiglia e nella stirpe, in quanto un altro membro rappresenta spesso a sua insaputa la persona esclusa o dimenticata di fronte alle altre rimaste o venute a far parte del sistema. Questa è la causa più importante di un irretimento e dei problemi che derivano da questa situazione, sia per la persona irretita che per la sua famiglia. Nelle famiglie vige dunque la legge della parità di valore di tutti. Come terapeuta metto di nuovo in luce e in gioco gli esclusi, e quando vengono riconosciuti e accolti, regna la pace, e gli irretiti sono di nuovo liberi."

Raccogliere l'amore

"Certe malattie gravi - è sempre Hellinger a dire - per esempio il cancro, hanno una causa sistemica. Il contesto sistemico si manifesta nella dinamica “Ti seguo”. Qualcuno vuole dunque seguire nella malattia o nella morte, un malato o un deceduto della sua stirpe. O un bambino, quando vede che qualcuno nella sua famiglia vuole seguire un altro in questo modo, dice “Preferisco andare io al posto tuo”. A ciò si aggiunge anche il desiderio di espiazione e di una compensazione del male attraverso il male. Se si riconoscono queste dinamiche, si può togliere loro potere ed alleviare molta sofferenza". Dietro quello che sembra una crudele sequenza di casualità tragiche, quindi, spesso si nascondono ingiustizie o problemi irrisolti e inconsciamente “assorbiti” in dinamiche ripetitive da alcuni discendenti. "Dietro ad ogni comportamento - dice ancora Hellinger - per quanto strano possa sembrare agisce sempre l'amore. E anche dietro ai sintomi che uno ha, è sempre l'amore che agisce. Per questo è decisivo che nella terapia si trovi il punto in cui l'amore si raccoglie. Allora si è alla radice, e qui si trova anche la via che porta alla soluzione. Poiché anche alla soluzione si giunge sempre attraverso l'amore."
Riconoscere ciò che è, aprirsi alla verità meno apparente per ritrovare la vera identità familiare, sviluppare e onorare le proprie origini per potersi accettare e guarire: in questo processo la soluzione. E possiamo essere d'accordo con Hellinger: ci vuole tanto amore per questo. E anche fiducia in energie e valori che, da un mondo invisibile, ci mandano segnali e insegnamenti, anch'essi rispettosi della nostra dignitosa e imperfetta umanità, che troppo spesso ci rende ciechi e ci fa sembrare più facile soffrire che guarire.

Rita Vitrano




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