La Saggezza dell'Innocenza
commenti al Dhammapada, il sentiero di Gautama il Budda
di Osho
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Brani scelti
Brani scelti
Siamo ciò che pensiamo
Come può una mente
turbata
comprendere la Via?
Se un uomo è turbato
non verrà mai colmato da conoscenza.
Una mente libera da turbamenti,
che non cerchi più di valutare
cosa sia giusto e cosa sia sbagliato,
una mente al di là dei giudizi,
osserva e comprende.
Sappi che il corpo è una
fragile brocca:
rendi la tua mente una fortezza.
In ogni prova
lascia che sia la comprensione a lottare per
te,
a difendere ciò che hai conquistato.
Poiché in breve tempo il corpo viene
scartato.
Allora cosa sente?
Come un inutile ciocco di legno, giace a
terra.
Allora cosa conosce?
Il tuo peggior nemico non ti
può fare male
quanto i tuoi stessi pensieri,
incustoditi.
Ma una volta
padroneggiati,
nessuno potrà aiutarti altrettanto,
neppure tuo padre o tua madre.
Una volta mi fu chiesto:
“Cos’è la filosofia?”
Risposi: “La filosofia è l’arte di fare
le domande sbagliate.”
Il cieco che chiede: “Cos’è la luce?” -
questo è la filosofia.
Il sordo che chiede: “Cos’è la musica?
Cos’è il suono?” - questo è la
filosofia.
Se il cieco chiedesse: “Come posso riavere i miei
occhi?” - questo non sarebbe più filosofia, ma
religione. Se il sordo consultasse il medico per
essere curato in modo da poter udire di nuovo, si
muoverebbe verso la religione e non verso la
filosofia.
La filosofia è costruita su congetture,
è speculativa: non conoscendo niente, cerca di
inventare la verità. La verità non
può essere inventata e tutto ciò che
è inventato non può essere vero. La
verità deve essere scoperta. Esiste
già... tutto ciò di cui avete bisogno
sono gli occhi aperti - gli occhi per vederla, un
cuore per sentirla, un essere che si ponga di
fronte alla verità. La verità è
sempre presente, ma noi siamo assenti e poiché
siamo assenti non possiamo vederla. E continuiamo a
indagare sulla verità, ma non formuliamo la
domanda giusta: “Come fare per essere presente?
Come fare per diventare una presenza?”
Facciamo domande sulla
verità e quel chiedere è anche un
allontanarsi dalla verità, perché
chiedere implica che sia possibile avere una
risposta da qualcun altro. Chiedere implica che
qualcun altro possa dirvi cos’è la
verità. Nessuno può dirvelo, non può
essere detto.
Lao Tzu dice: “La verità che può essere
detta, non è più verità. Una volta
espressa, diventa una bugia.” Perché?
Perché la persona che la conosce, sa che non
è un’informazione, altrimenti sarebbe
stato facilissimo trasmettere l’informazione
a chiunque fosse pronto a riceverla. La verità
si conosce come esperienza interiore. Come un
sapore sulla lingua. Se un uomo non ha mai gustato
il sapore ‘dolce’, non si può
spiegargli cosa sia - è impossibile. Se un
uomo non ha mai visto un colore, non si può
spiegargli cosa sia.
Esistono cose che possono essere
soltanto sperimentate e, attraverso
l’esperienza, comprese. Dio è
l’esperienza suprema, completamente
inesprimibile, non trasmissibile. Non può
essere comunicata. Al massimo si possono fare delle
allusioni, ma quelle allusioni devono essere
accolte con un cuore disponibile, altrimenti ne
perderai l’essenza.
Se le interpreti con la mente, te le lascerai
sfuggire: infatti, cosa può fare la tua mente
rispetto all’interpretazione? Può
produrre soltanto il proprio passato. Può
produrre soltanto il proprio caos. Può
produrre i propri conflitti, i dubbi, la propria
confusione. Impone tutte queste cose sulla
verità, sull’allusione che ti è
stata offerta e immediatamente tutto risulta
distorto. La tua mente non è nella condizione
di vedere, di sentire.
‘Religione’ significa semplicemente creare nella tua mente uno spazio che sia capace di vedere, che sia capace di non creare conflitti, che sia capace di essere un’unità priva di scissioni, che sia capace di integrità, di chiarezza, di percettività. Una mente colma di pensieri non può percepire, quei pensieri interferiscono continuamente. Quei pensieri sono là, strato su strato. Allorché qualcosa raggiunge la tua essenza più intima, se mai la raggiunge, non è più la stessa che ti era stata offerta da qualcuno che conosce la verità. È diventata un fenomeno del tutto diverso.
Buddha aveva l’abitudine
di ripetere ogni sentenza tre volte. Qualcuno gli
chiese: “Perché ripeti ogni cosa tre
volte?”
Rispose: "Persino tre volte non sono sufficienti.
Quando dico una cosa per la prima volta, voi udite
soltanto le parole. Quelle parole sono vuote,
proprio vuote, conchiglie vuote senza contenuto.
Non potete udire il contenuto, la prima volta. La
seconda volta, insieme alle parole udite il
contenuto, vi arriva una fragranza, ma siete tanto
storditi, siete tanto disorientati dalla sua
presenza, che non siete in grado di capire. Udite,
ma non capite. Ecco perché devo ripetere per
la terza volta."
Io ripeto tutto continuamente per il semplice
motivo che voi siete profondamente addormentati -
devo ripetere, martellare. Forse, in un istante
improvviso, un momento auspicabile, non sarete
addormentati tanto profondamente: sarete vicini,
assai vicini al risveglio e qualcosa potrà
penetrare in voi. Potreste udire. Certo, ci sono
momenti in cui siete molto vicini al risveglio -
non svegli, non addormentati, proprio nel mezzo, da
qualche parte nel mezzo.
Sapete che ogni mattino ci sono
attimi in cui il sonno non c’è più,
ma non siete ancora svegli, non potete dire di
essere svegli. Potete udire, in maniera molto vaga,
il canto degli uccelli e il lattaio e la moglie che
parla con il vicino e i bambini che si preparano
per andare a scuola e il rumore del traffico e il
treno che passa - ma in maniera molto vaga, non
totale, parziale. E vi assopite di nuovo. Per un
istante udite il rumore del treno che passa, e
l’istante successivo tornate a dormire
profondamente.
Le ricerche attuali sul sonno rivelano che accade
continuamente, quando dormite: se il vostro sonno
dura otto ore, non siete sempre al medesimo
livello, il livello cambia di continuo, vette e
vallate. Per tutta la notte andate su e giù. A
volte siete immersi nel sonno profondo, dove anche
i sogni scompaiono - Patanjali ha definito questo
stato sushupti, sonno senza sogni - e a volte siete
colmi di sogni. A volte siete invece sulla soglia
del risveglio. Se accade qualcosa che vi scuote, se
subite uno shock, vi svegliate, improvvisamente
siete svegli.
Questo è lo sforzo di tutti
i Buddha: aspettare il momento giusto in cui siete
molto vicini al risveglio. Allora una piccola
spinta... e i vostri occhi si aprono e potete
vedere.
Non puoi spiegare Dio, ma puoi vederlo, puoi
sperimentarlo - non puoi spiegarlo. Ogni
spiegazione di Dio annulla la sua presenza: di
conseguenza più preti e teologi e professori
ci sono e meno religione c’è nel mondo.
Più sono i papi, gli shankaracharya, e meno
religione c’è nel mondo - poiché
tutte quelle persone continuano a spiegare Dio, e
Dio non può essere spiegato. Hanno stipato
talmente tante spiegazioni nelle vostre menti che
ora quelle spiegazioni sono in conflitto fra loro.
Adesso è quasi impossibile capire qualcosa,
stabilire cosa è cosa, chi è chi. Vi
trovate in una confusione totale. L’uomo non
si è mai trovato in una simile confusione
prima d’ora, poiché oggi
nell’umanità sono state annullate le
distanze. La Terra è diventata realmente un
villaggio, un villaggio globale.
In passato i buddhisti sapevano soltanto ciò che aveva detto Buddha, i maomettani sapevano soltanto ciò che aveva detto Maometto e i cristiani sapevano soltanto ciò che aveva detto Gesù. Ora siamo diventati gli eredi dell’intero patrimonio di tradizioni dell’umanità. Ora conoscete Gesù e Zarathustra, conoscete Patanjali e Buddha, conoscete Mahavira e Lao Tzu e centinaia di altre spiegazioni, di altre allusioni - che si sono mescolate alla rinfusa dentro di voi. Ora è assai difficile tirarvi fuori da questa confusione. Il solo modo possibile è lasciar perdere tutto questo rumore, non soltanto in parte ma in toto. Questo è il mio messaggio.
E lasciando perdere tutto, non abbandonerete Gesù o Maometto o Buddha; lasciando perdere tutto vi avvicinerete a essi. Lasciando perdere tutto, abbandonerete semplicemente i preti e le tradizioni e le convenzioni e la manipolazione in atto, perpetrata in nome delle tradizioni e delle convenzioni. Ripulendovi da tutto questo e dimenticando la Bibbia e i Veda e la Gita, raggiungerete una chiarezza e una pulizia interiore. Certo, avete bisogno di fare pulizie primaverili, avete bisogno di liberare il cuore da ogni gravame. Soltanto allora, in quel silenzio, sarete in grado di comprendere.
Buddha dice:
Come può una mente
turbata
comprendere la Via?
Intorno a Buddha si erano radunati a migliaia, proprio come voi vi siete radunati intorno a me - migliaia di ricercatori si erano radunati intorno a Buddha, facendogli ogni genere di domande. Buddha non aveva alcun interesse alle loro domande, non aveva alcun interesse a dare loro delle risposte. Certamente il suo interesse era mostrare loro la Via, ma il problema era che quelli erano talmente turbati dalle loro stesse domande e dalle risposte che avevano racimolato, erano talmente turbati da tutta la cultura che si portavano appresso, che era impossibile, pressoché impossibile, mostrare loro la via. Ecco la ragione di questo Sutra: Come può una mente turbata comprendere la Via?
Perciò, invece di dare loro ulteriori risposte, ulteriori spiegazioni, ulteriore cultura, Buddha cominciò a togliere loro la cultura, le risposte prefabbricate, i concetti a priori, i pregiudizi. L’India non è mai riuscita a perdonare Buddha per aver fatto questo. Dopo la sua morte, immediatamente la mente tradizionale di questo Paese cominciò a sradicare tutte le piante che egli aveva piantato e tutti i cespugli di rose furono bruciati. Buddha fu estromesso completamente da questa nazione. Il più grande figlio di questa terra non ha trovato rifugio in essa, il suo insegnamento ha dovuto cercare rifugio in terre straniere.
Questo fatto non è casuale, è sempre accaduto. Gesù fu condannato dagli ebrei, fu crocifisso dagli ebrei e Gesù era l’ebreo più grande che sia mai vissuto sulla Terra, la massima fioritura della consapevolezza ebraica, la sua massima espressione, il crescendo, l’Everest. Perché gli ebrei lo rinnegarono? Avrebbero dovuto essere felici, avrebbero dovuto danzare e celebrare, ma non potevano - non potevano perdonarlo, perché la sua presenza li faceva sentire estremamente mediocri: quello fu il suo crimine. Doveva essere punito per questo, per essere tanto in alto, per essere tanto al di là, per essere tanto superiore, per essere così colmo di grazia, per essere portatore di un tale amore. Doveva essere punito per la sua presenza, perché al confronto con la sua presenza la gente si sentiva brutta, doveva essere eliminato in modo che la mente potesse sentirsi in pace.
Gesù non fu ucciso dagli
ebrei, fu ucciso dalla mente mediocre. Nel caso di
Gesù la mente mediocre ebrea fu protagonista.
La stessa cosa accadde a Buddha. Buddha non è
stato perdonato dagli hindu ed egli era
l’hindu più grande che sia mai vissuto
sulla Terra. Egli era l’hindu più puro,
la quintessenza dell’induismo. Ciò che
dicevano le Upanishad, egli l’aveva
realizzato. Egli era la realizzazione
dell’anelito più profondo di questa
nazione, ma ne fu sradicato, ne fu
estromesso.
Il buddhismo scomparve dall’India, non
lasciando alcuna traccia dietro di sé -
letteralmente lavato via. Perché? Era
incredibilmente rispettato in Tibet, in Cina, in
Corea, in Giappone, in Tailandia, a Burma, in Sri
Lanka. L’Asia intera amava quest’uomo:
il suo insegnamento è unico, le sue parole
sono colme di significato. Ma l’India
l’ha dimenticato completamente - la mente
indiana mediocre. Che niente ha a che fare con gli
indiani - di nuovo è la mente a essere
mediocre. La mente mediocre non accetta mai il
genio, la persona mediocre è felice con altre
persone mediocri. Le persone stupide sono felici di
seguire un leader stupido. Più il leader
è stupido, più la gente è felice -
poiché è più simile a
loro.
Ho sentito raccontare:
In una clinica per malattie mentali era stato nominato un nuovo direttore. Quello vecchio abbandonava l’incarico, andava in pensione, ed era stata preparata una festicciola per entrambi: per il vecchio direttore come riconoscimento dei suoi servizi e per il nuovo direttore come benvenuto dai ricoverati. Tutti i malati di mente vi partecipavano.
Il vecchio direttore era un po’ perplesso: non li aveva mai visti tanto felici, tanto allegri e non poté resistere alla tentazione di chiederne loro il motivo - se ne sarebbe andato quello stesso giorno, perciò doveva interrogarli immediatamente, altrimenti gli sarebbe rimasta quella curiosità e non avrebbe mai conosciuto la risposta.
Chiese ai ricoverati: “Perché sembrate tanto felici?”
Risposero: “A causa del nuovo direttore - ci assomiglia proprio! Tu in mezzo a noi eri un estraneo, eri sano di mente. Lui sembra pazzo!”
Era la verità - il nuovo direttore sembrava quasi pazzo. Ma i ricoverati erano molto felici: era arrivato qualcuno che non li avrebbe fatti sentire malati di mente.
Sulla Terra la situazione è
stata sempre questa - questa Terra è un
manicomio - e quando appare una persona sana di
mente, l’umanità l’aggredisce.
Migliaia di persone andarono da Buddha per
chiedergli: “Dov’è Dio? Cos’è
Dio?” In particolare i brahmini e i pandit e gli
studiosi, che erano pieni di cultura, che
conoscevano alla perfezione le sacre scritture...
avevano l’abitudine di andare da lui per
chiedergli: “Tu credi in Dio? Definisci il tuo
credo, spiegaci il tuo concetto.” E Buddha
continuava a ripetere: Come può una mente
turbata comprendere la Via? In continuazione
diceva: “Per favore non interrogatemi su Dio. Mi
interrogate su Dio proprio come un cieco chiede
‘cos’è la luce’ - Dio non si
può spiegare. Io sono un medico,” insisteva,
“posso curare i vostri occhi, posso restituirvi la
vista. Allora potrete vedere da soli e la luce
dovete vederla voi stessi. Il fatto che io veda la
luce non vi aiuterà. Io posso vedere la luce,
posso anche descriverla, ma questo non vi darà
alcuna idea di cosa sia.” In realtà, non
esiste un modo per spiegare al cieco cosa sia la
luce. La luce è un’esperienza, qualcosa
di esistenziale, di inspiegabile. E Dio è la
luce suprema, la luce di tutte le luci, la luce
dietro tutte le luci, la sorgente di tutte le luci.
Come si può spiegare Dio a voi, se siete
ciechi?
Perciò Buddha non parlava mai di Dio. E i
pandit e i brahmini tornavano nelle loro città
parlando male di lui, dicevano: "Quell’uomo
non risponde alle domande perché non conosce
le risposte, in caso contrario perché non
potrebbe rispondere semplicemente sì o no? Gli
abbiamo fatto una domanda molto semplice: ‘Tu
credi in Dio?’ Avrebbe potuto rispondere
sì o no - se conosce la verità la
risposta è semplice. Ma parla facendo giri di
parole, noi chiediamo di Dio, egli risponde con
delle parabole. Dice: ‘Come si può
esprimere a parole? Come si può spiegare
Dio?’ La realtà è che non conosce
la verità. La realtà è che quello
è un ateo travestito, illude la gente,
corrompe la gente."
Gli hindu hanno inventato una storia molto astuta su Buddha. Dicono che Dio creò il mondo e nello stesso istante creò il paradiso e l’inferno - l’inferno per coloro che devono essere puniti e il paradiso per coloro che meritano un premio per le loro virtù. Ma passarono migliaia di anni e nessuno andava all’inferno poiché nessuno commetteva peccati. Naturalmente il demonio era stanco di continuare ad aspettare - senza lavoro, senza affari. Non una sola anima si era presentata!
Arrabbiatissimo, andò da Dio e gli disse: "Perché hai fatto l’inferno? Per quale motivo? E perché mi hai dato questo incarico? Io e i miei dipendenti siamo tutti stanchi. Nessuno è mai arrivato da noi. Apriamo il negozio e stiamo lì seduti tutto il giorno e non entra un solo cliente! Teniamo le porte aperte - mai che entri un’anima! Che senso ha? Per favore, sollevami da questo incarico."
Dio rispose: "Perché non sei venuto prima? Avevo dimenticato completamente l’inferno. Troverò una soluzione: presto verrò nel mondo nella persona di Gautama il Buddha e corromperò la mente della gente: corromperò le loro menti a tal punto che sarete sovraffollati. Torna all’inferno e aspetta."
E così accadde. La storia dice che Dio venne nel mondo nella persona di Gautama il Buddha e corruppe la mente della gente, distrusse i loro credo, sradicò le loro convenzioni, scosse la loro fede, creò nelle loro menti il dubbio, il sospetto. Da allora l’inferno è tanto affollato che il demonio continua a chiedere a Dio: “Ora basta! Per favore, fermati. Siamo stanchi, con tanta gente! Lavoriamo ventiquattro ore al giorno senza requie, non possiamo chiudere le porte neanche di notte. La gente continua ad arrivare!”
Una storia molto astuta. Riuscite a capire la sottile astuzia che contiene? Da un lato Buddha è riconosciuto come avatara di Dio. In questo senso gli hindu superano in astuzia gli ebrei. Essi negarono semplicemente che Gesù fosse figlio di Dio, rinnegarono Gesù. Gli hindu sono stati più abili, più colti, più educati - è naturale, appartengono a una civiltà più antica. Più una civiltà è antica, maggiore è l’astuzia.
Notate l’astuzia: Buddha
è accettato come la decima incarnazione di
Dio, tuttavia Dio si incarna nel mondo con queste
sembianze per corrompere la mente
dell’umanità. Così, sebbene Buddha
sia Dio, state attenti, non ascoltatelo! Capite la
strategia, il trucco? Non negano la divinità
di Buddha - di fatto era quasi impossibile negare
la divinità di Buddha.
H.G. Wells ha definito Gautama il Buddha un
paradosso: l’uomo più senza Dio e
tuttavia l’uomo più divino. Non ha mai
parlato di Dio, non ha mai detto alla gente di
credere in Dio. Dio è semplicemente assente
dai suoi insegnamenti: non è un’ipotesi
necessaria, non c’è bisogno di lui.
È l’uomo più senza Dio e tuttavia
l’uomo più divino... nessuno sembra
essere divino come Buddha, pieno di grazia come
Buddha - proprio un fior di loto, la consapevolezza
più pura che si possa concepire, fresco come
una goccia di rugiada nel sole del primo
mattino.
Essi non poterono negare tutto ciò, dovettero accettare il fatto che egli era Dio. Ma non poterono accettare il suo approccio, se l’avessero accettato avrebbe distrutto tutte le religioni costituite, tutte le istituzioni. Egli toglieva tutti i credo, infatti ne faceva una questione davvero importante, essenziale: un credente non sarà mai in grado di conoscere. Non intendeva dire che dovete diventare dei miscredenti, perché il miscredente è ancora un credente in modo negativo. Non dovete essere né credenti, né atei.
L’approccio di Buddha è quello di un agnostico, egli non è credente, né ateo - è un ricercatore e vuole che rimaniate aperti alla ricerca. Procedi senza pregiudizi, procedi senza preconcetti - perché se procedi con un’idea precostituita, la proietterai sulla realtà. Se hai qualche idea radicata in profondità nella mente, vorrai vedere quell’idea appagata nella realtà e sarà soltanto un’allucinazione, un sogno proiettato da te. Devi procedere completamente vuoto. Se vuoi conoscere davvero la realtà devi essere assolutamente vuoto, dovresti non avere alcuna idea, né ideologia; dovresti procedere nudo, spogliato, vuoto. Dovresti operare da uno stato di non-conoscenza. Lo stato di non-conoscenza è lo stato di meraviglia.
C’è un antico detto
di Gesù, non menzionato nel Vangelo, ma i Sufi
l’hanno preservato. I Sufi hanno preservato
molte bellissime sentenze di Gesù. Questo
detto è talmente importate che ci si chiede
come mai non sia menzionato nel Vangelo, ma se si
pondera sulla sentenza il motivo diventa chiaro. La
sentenza è: Beato colui che si meraviglia,
perché suo è il regno di Dio.
Beato colui che si meraviglia. Non è stato
menzionato nel Vangelo. Come mai? Perché il
Vangelo vuole creare una certa religione, una certa
setta, vuole propagare una certa ideologia. E colui
che si meraviglia deve lasciar cadere tutte le
ideologie.
Beato colui che si meraviglia, perché solo
meravigliandoti puoi assomigliare a un bambino
innocente. E soltanto in quell’innocenza puoi
conoscere ciò che è.
Come può una mente turbata comprendere la Via?
Dunque, ogni volta che una persona andava da Buddha e lo interrogava - con grandi domande sulla vita e sui misteri della vita - Buddha rispondeva: "Aspetta, medita. Prima la tua mente turbata deve acquietarsi. Lascia che questa tempesta della mente sfumi, lascia che arrivi il silenzio, poiché il silenzio ti darà gli occhi per vedere. Io posso mostrarti il modo per essere silenzioso e allora non avrai bisogno che qualcuno ti guidi. Una volta diventato silenzioso, sarai capace di vedere la Via e sarai capace di arrivare alla meta."
Le nostre menti sono realmente
turbate. In esse sono presenti mille e un
turbamento. Innanzitutto, ciascuno di voi è,
più o meno, in uno stato di schizofrenia, la
differenza è solo una questione di gradi.
Ciascuno è scisso poiché gli sfruttatori,
sia religiosi che politici, hanno usato questa
strategia: scindi l’uomo, non permettergli di
essere integro e rimarrà uno schiavo. Una casa
scissa in due parti in lotta fra loro sarà
inevitabilmente debole. Perciò vi hanno
insegnato a lottare con il vostro corpo, quella
è la strategia di fondo, alla base della
scissione, della scissione in due di voi stessi.
"Lotta contro il corpo, il corpo è tuo nemico.
È il corpo che ti trascinerà
all’inferno.
Combatti, col pugnale in mano! Lotta giorno e
notte! Lotta per vite intere! Soltanto così un
giorno riuscirai a ottenere la vittoria sul tuo
corpo. E se non riuscirai a ottenere la vittoria
sul tuo corpo, non entrerai nel regno di
Dio."
Per secoli è stata insegnata all’uomo questa insensatezza. Il risultato è che ciascuno è scisso in due, ciascuno è contro il proprio corpo. Se sarai contro il tuo corpo, avrai certamente dei guai. Combatterai contro di esso, ma tu e il tuo corpo siete un’unica energia. Il corpo è l’anima visibile e l’anima è il corpo invisibile. Il corpo e l’anima non sono divisi in nessun punto, uno fa parte dell’altra, entrambi sono parti di un tutto. Devi accettare il tuo corpo, devi amarlo, devi rispettarlo, devi essergli riconoscente. Soltanto così raggiungerai un’integrità, accadrà una cristallizzazione, altrimenti rimarrai turbato. E il corpo non ti abbandonerà tanto facilmente, anche dopo centinaia di vite di lotta, sarà sempre presente. Non lo puoi sconfiggere.
Non sto dicendo che tu non possa avere la meglio sul tuo corpo, ricordalo, sto dicendo che non puoi sconfiggerlo. Non puoi sconfiggerlo se gli sei nemico. Puoi avere la meglio sul tuo corpo essendogli amico, amandolo, rispettandolo, avendo fiducia in lui. Questo è esattamente il mio approccio: il corpo è il tempio e tu sei la divinità del tempio. Il tempio ti protegge, ti ripara dalla pioggia, dal vento, dal calore. È al tuo servizio! Perché dovresti combatterlo? Saresti stupido proprio come il conducente che lotta contro la propria automobile. Se il conducente lotta con la sua macchina, cosa accadrà? Lottando contro l’automobile, la distruggerà e distruggerà sé stesso. L’automobile è un bellissimo veicolo, ti può portare in viaggi lontani.
Nell’esistenza, il corpo è il meccanismo più complesso. È semplicemente meraviglioso! Beato colui che si meraviglia... Inizia a meravigliarti partendo dal tuo corpo, perché è l’elemento più vicino a te. Più la natura si è avvicinata a te e più Dio si è avvicinato a te: questo accade attraverso il tuo corpo. Nel corpo c’è l’acqua degli oceani, nel corpo c’è il fuoco del sole e delle stelle, nel corpo c’è l’aria, il corpo è fatto di terra. Il corpo rappresenta l’esistenza intera, tutti gli elementi. Che trasformazione! Che metamorfosi! Guarda la terra e poi guarda il tuo corpo - che trasformazione, e non te ne sei mai meravigliato! La polvere è diventata divina - quale mistero più grande è possibile? Quale miracolo stai aspettando? E vedi questo miracolo accadere ogni giorno. Dal fango spunta il fior di loto... e dalla polvere è sorto il tuo splendido corpo. Un meccanismo tanto complesso, che funziona tanto dolcemente - senza rumore! È realmente complesso.
Gli scienziati hanno costruito
macchine molto complesse, ma nessuna può
essere paragonata al corpo umano. Anche il computer
più sofisticato è soltanto un giocattolo,
paragonato al meccanismo interno del nostro corpo.
E ti hanno insegnato a lottare contro il corpo.
Ciò crea una scissione, crea turbamento in te,
ti mantiene in una guerra civile continua.
Poiché lotti con te stesso - cosa
completamente stupida - rendi la tua vita sempre
meno intelligente e sempre più stupida. E poi
chiedi grandi trasformazioni - vuoi che la gelosia
ti abbandoni e vuoi che la collera scompaia e vuoi
che non ci sia avidità in te. È
impossibile! Con un simile fraintendimento, fin
dall’inizio, come puoi creare lo spazio nel
quale possa accadere la trasformazione, nel quale
la collera diventi compassione, nel quale
l’odio diventi amore, nel quale
l’avidità diventi condivisione, nel
quale il sesso diventi samadhi? Come puoi sperare,
come puoi aspettarti simili grandi trasformazioni
in un tale stato di turbamento?
La cosa fondamentale è abbandonare la scissione per diventare un’unità. Sii uno e allora tutto il resto diventa possibile, perfino l’impossibile diventa possibile.
Come può una mente turbata comprendere la Via?
La Via è assai semplice e diretta. Anche un bambino può comprenderla. È semplice come ‘due più due uguale quattro’ o anche più semplice. È semplice come il canto degli uccelli, semplice come una rosa - semplice e bella, semplice e incredibilmente maestosa. Ma soltanto una mente libera da turbamenti può comprenderla, soltanto una mente libera da turbamenti ha la capacità di vederla, altrimenti vivrai nell’avidità, vivrai nella collera, vivrai nella gelosia e nella possessività e vivrai nell’odio. Potrai fingere, potrai diventare un santo in superficie, ma in profondità rimarrai un peccatore. E il maggior peccato è scindere te stesso. Il maggior peccato non lo commetti contro gli altri, lo commetti sempre contro te stesso. Creando quella scissione fra il tuo corpo e te stesso, crei uno stato di suicidio. Condannando il corpo puoi diventare soltanto un ipocrita, puoi vivere soltanto una vita di finzioni.
In uno scompartimento ferroviario di prima classe, due signore ben vestite parlano di abiti, mentre un signore nell’angolo finge di dormire. Quando una delle due signore dice che al giorno d’oggi il costo degli abiti è proibitivo, l’altra le suggerisce di seguire il suo esempio e di prendersi un amante: “Ti darebbe cinquecento dollari al mese, come piccolo dono - tuo marito non lo farebbe mai.” “Se non trovassi un amante da cinquecento dollari al mese?”
“Allora potresti prenderne due da duecentocinquanta dollari a testa.”
Il gentiluomo interviene: “Ascoltatemi, signore, ora voglio dormire. Quan-do sarete scese a venti dollari, svegliatemi.”
La gente finge in ogni modo
possibile. Colui che pretende di essere un santo
può essere proprio l’opposto, colui che
pretende di essere sveglio può essere
addormentato, e colui che pretende di essere
addormentato può essere sveglio... ogni genere
di finzioni, perché la società crea un
contesto nel quale ti permette soltanto di vivere
una vita condannata da tutti, la vita di un
criminale, oppure una vita da ipocrita, piena di
finzioni. La società ti da soltanto due
alternative: o sei onesto e sei trattato da
criminale, o sei disonesto e diventi rispettabile.
Non ti permette la terza alternativa. Perché
non te la permette? Perché la terza
alternativa creerebbe un Gesù, un Buddha, un
Krishna e la loro presenza farebbe sentire alla
folla la propria mediocrità, sarebbe un
insulto e un’umiliazione.
Perciò, per favore, non decidere basandoti
sulle apparenze della gente. È più che
probabile, quasi al novantanove virgola nove per
cento, che qualsiasi aspetto abbiano le persone in
superficie non corrisponda a ciò che sono in
profondità. Potete essere sicuri: affermo
questo con certezza quasi assoluta, si potrebbe
sbagliare soltanto per lo zero virgola uno per
cento - che non sarebbe poi molto. Solo raramente
puoi incontrare un Buddha, nel quale
l’apparenza corrisponde alla sua
interiorità, di solito ti imbatti in gente che
in superficie è una cosa e in profondità
è un’altra. Non lasciarti ingannare
dalle apparenze.
Un’attrice raccoglie un vagabondo disoccupato e lo porta nel suo appartamento perché indossa delle scarpe molto grosse e qualcuno le ha detto che gli uomini con i piedi grandi hanno un cazzo grosso. Gli offre la cena: una bistecca coperta di pepe e della birra, poi lo trascina verso il letto. Il mattino seguente, l’uomo si sveglia solo in casa e trova un biglietto da dieci dollari sul copriletto con una breve nota: “Comprati un paio di scarpe della tua misura!”
Ma questo è il nostro modo di decidere... dall’esterno. Infatti, poiché non conosciamo neppure la nostra interiorità, come potremmo guardare dentro agli altri? Non conosciamo l’arte di guardare dentro di noi. Innanzitutto dovete fare pratica con voi stessi. Come prima cosa dovete entrare nella vostra interiorità, nel vostro mondo interiore. Dovete andare il più possibile in profondità nella vostra consapevolezza, fino a raggiungerne il centro. Una volta penetrati nel nucleo del vostro essere, sarete in grado di vedere nell’interiorità di qualsiasi altro essere. Allora nessuno potrà illudervi, poiché allora non vedrete l’apparenza, vedrete la realtà.
Come può una mente turbata comprendere la Via?
La mente turbata non può comprendere niente: in questo stato la comprensione è impossibile. Comprendere non significa sapere. Una mente turbata può diventare molto colta - potete andare nelle Università e incontrare i professori, persone molto colte - ma la loro mente è più turbata della vostra, il loro conflitto interiore è maggiore del vostro. La loro cultura non li aiuta minimamente. La cultura non ha mai aiutato nessuno, è soltanto un peso. Conferisce rispettabilità, certamente. È un grande viaggio dell’ego e l’ego si sente assai gonfiato, ma più l’ego si gonfia, più sarai turbato interiormente perché l’ego è un fenomeno falso. E quando ti attacchi troppo a ciò che è falso, cominci a perdere contatto con la realtà. Quando cominci ad affondare le tue radici in ciò che è falso, dimentichi di radicarti nella realtà.
L’uomo colto è tanto inconsapevole quanto lo sei tu. L’uomo colto e l’uomo ignorante viaggiano nella stessa barca, sono compagni di viaggio. L’informazione è l’unica differenza esistente tra loro - e non è affatto una differenza, è una differenza che non cambia nulla. Io posso sapere soltanto poche cose, tu puoi saperne un po’ di più, qualcun altro può sapere mille e una cosa e qualcun altro ancora può essere un’enciclopedia viaggiante - ma è la stessa cosa.
Un Buddha non è un uomo
carico di sapere, è un uomo che comprende -
non è colmo di informazioni, ma è colmo
di intuizioni. Colmo di visioni, non colmo di
pensieri - ha una chiarezza, la chiarezza
riflettente di uno specchio e una grande
consapevolezza.
Voi vi muovete come sonnambuli, camminate nel
sonno. Non sapete cosa fate, non sapete perché
lo fate, non sapete dove state andando, non sapete
perché state andando. La vostra vita è
accidentale e una vita accidentale è una vita
inconsapevole - simile alla vita di un
robot.
Un uomo, a teatro con sua moglie, esce nell’intervallo per andare alla toilette, passa dalla porta sbagliata e si trova in giardino. È troppo educato per pensare di fare pipì per terra, solleva la pianta dal suo vaso e la fa nel vaso, poi rimette la pianta a posto. Ritorna in sala e scopre che l’atto successivo è già iniziato: “Cos’è accaduto all’inizio di questo atto?” chiede in un sussurro a sua moglie. “Devi saperlo,” la moglie risponde freddamente, “all’inizio dell’atto tu eri sul palcoscenico!”
L’uomo vive nell’inconsapevolezza. Non è affatto consapevole! Puoi osservare qualsiasi persona, puoi osservare te stesso, piano piano: vedrai accadere talmente tanti atti inconsapevoli che ti sembrerà quasi incredibile il modo in cui hai vissuto fino a oggi. Menti senza una ragione al mondo! Quando ti coglierai in flagrante nell’atto di mentire, rimarrai sorpreso e ti chiederai: “Ma perché ho mentito? - Non c’era un motivo per farlo, non ci guadagnavo niente!” È soltanto un’abitudine, una routine automatica.
Ti rattristi senz’alcuna ragione al mondo. Oggi alcuni ricercatori affermano che si può creare un calendario dei propri umori, io trovo la loro ricerca assai interessante - puoi realmente fare un calendario dei tuoi umori. Prendine semplicemente nota per un mese: come ti sentivi il lunedì mattina e nel pomeriggio e di sera e di notte... almeno otto volte in un giorno continua a prendere nota: prendi nota su come ti senti ogni giorno alla stessa ora. Nel giro di tre o quattro settimane ti sorprenderà scoprire che ogni lunedì alla stessa ora il tuo umore sarà lo stesso.
Non può dipendere da alcuna
circostanza esterna, perché ogni lunedì
le circostante sono diverse. È qualcosa di
interiore - tuttavia troverai dei pretesti
all’esterno, poiché nessuno vuole
sentirsi responsabile della propria
infelicità. Rendere gli altri responsabili
della tua infelicità ti fa sentire bene. Puoi
trovare dei pretesti, puoi inventarli se non li
trovi.
È un campo nel quale la gente è
diventata assai creativa. Infatti tutta la
creatività viene usata per creare pretesti:
“Perché sono triste?” e puoi trovare mille e
un pretesto. La moglie dice qualcosa e i bambini
non si comportano bene e poi ci sono i vicini e il
capufficio e il traffico e i prezzi in continuo
aumento... puoi trovare mille e un pretesto, ce ne
sono sempre. Puoi dipingere il mondo intero in modo
lugubre, in nero e allora ti senti a tuo agio
perché sei triste e la colpa non è
tua.
Ma sempre nello stesso mondo, al martedì
mattina ti senti frizzante, gioioso, radioso - di
nuovo puoi creare dei pretesti: “È un
così bel mattino e c’è il sole e
gli uccelli e gli alberi e il cielo sono tutti
così soffusi di luce - un così bel
mattino!” Puoi trovare pretesti per ogni tipo di
umore, ma se terrai un diario per un periodo da
quattro a otto settimane, rimarrai realmente
colpito dal fatto che tutto ciò che ti accade
dipende completamente da te. Hai una ruota
interiore che gira continuamente e gli stessi raggi
raggiungono di continuo lo stesso
culmine.
Certo, esistono delle circostanze esterne, ma non sono le cause, al massimo funzionano da elemento scatenante. Un certo umore, inevitabile, viene fatto scattare da una particolare circostanza. Se non si fosse presentata questa circostanza, qualcos’altro avrebbe innescato la tua reazione - ma questa era inevitabile.
Le persone che hanno vissuto
isolate ne sono diventate consapevoli. Buddha aveva
l’abitudine di mandare i suoi discepoli in
isolamento. Anche noi, nella nuova Comune, avremo
grotte sotterranee dove vi potrò mandare in
isolamento per un mese - isolamento assoluto. Tu
sparirai dal mondo, quindi non potrai incolpare le
circostanze esterne perché l’esterno non
esisterà più... tu e le pareti della
grotta. E rimarrai sorpreso: un giorno sarai
felice, un giorno sarai infelice, un giorno ti
sentirai molto avido, un giorno sarai in collera e
nessuno ti avrà insultato o irritato. Un
giorno scoprirai che stai raccontando delle bugie a
te stesso, non trovando nessun ascoltatore.
“Potrei offrirle un drink?” chiese l’uomo,
per avviare una conversazione.
“No, grazie, non bevo,” rispose la donna.
“Cosa mi dice di una cenetta con me in camera
mia?”
“No, non penso che sarebbe conveniente.”
Non avendo avuto successo con degli approcci
raffinati, il giovanotto puntò diritto allo
scopo: “Sono incantato dalla sua fresca bellezza,
signorina e le darò tutto ciò che
desidera se vorrà passare una notte con
me.”
“Oh, no, no, signore, non potrei mai fare una cosa
simile!”
“Mi dica,”
chiese il giovanotto ridendo, “non fa
mai cose un po’ sconvenienti?”
“Sì,”
rispose la ragazza francese, “dico le
bugie.”
Osserva quante volte in un giorno dici delle bugie - senza ragione - e quante volte vai in collera - senza ragione - allora vedrai che vivi in un tuo mondo interiore, un mondo soggettivo soltanto tuo. Comprendere significa conoscere queste basi fondamentali sulle quali funziona la vita. Se conosci le basi, la trasformazione non è difficile. Infatti, la conoscenza di sé stessi è l’inizio della trasformazione.
Come può una mente turbata comprendere la Via?
Se un uomo è
turbato
non verrà mai colmato da
conoscenza.
La parola
‘conoscenza’ non ha lo stesso
significato che le date voi. Quando Buddha usa la
parola conoscenza, intende ‘saggezza’,
non informazione; intende ‘conoscere’,
non sapere. Se un uomo è turbato... è in
conflitto, confuso; è diviso, scisso
interiormente; se un uomo ha dentro di sé una
folla... non verrà mai colmato dalla
saggezza.
La saggezza ha bisogno di unità, la saggezza
ha bisogno di integrazione, la saggezza richiede
una cristallizzazione della consapevolezza, una
presenza attenta, l’osservazione dei tuoi
atti, dei tuoi umori, dei tuoi pensieri, delle tue
emozioni... l’osservazione di ogni cosa che
accade nel tuo mondo interiore. Soltanto osservando
tutto ciò, un miracolo comincia ad accadere.
Se cominci a vedere che dici bugie
senz’alcuna ragione, proprio questa stessa
consapevolezza diven-terà un ostacolo. La
prossima volta, quando sarai sul punto di dire una
bugia, una voce interiore ti dirà: “Osserva,
stai attento - stai per cadere nella trappola
un’altra volta.” La prossima volta in cui
starai per cadere nella tristezza, qualcosa dentro
di te ti renderà vigile, ti darà
l’allarme.
Questo è il cammino per trasformare le tue energie - aes dhammo sanantano. Aes maggo visuddhya - questa è la via della purificazione, questa è la legge eterna della trasformazione.
Una mente libera da turbamenti, che non cerchi più di valutare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, una mente al di là dei giudizi, osserva e comprende.
Perciò il primo requisito di un sannyasin
è: una mente libera da turbamenti, che non
cerchi più di valutare cosa sia giusto e cosa
sia sbagliato...
Una frase incredibilmente importante e
rivoluzionaria. Buddha dice: “Non considerare cosa
è giusto e cosa è sbagliato”, perché
se consideri cosa è giusto e cosa è
sbagliato sarai scisso, diventerai un ipocrita.
Fingerai di fare ciò che è giusto e farai
ciò che è sbagliato. Nell’istante
in cui consideri cosa è giusto e cosa è
sbagliato, ti attacchi, ti identifichi. Ti
identifichi certamente con ciò che è
giusto.
Per esempio, vedi sul marciapiede una banconota da cento rupie, dev’essere caduta dalla tasca di qualcuno. In te sorge la domanda: “La prendo o non la prendo?” Una parte di te dice: “È giusto prenderla. Nessuno ti sta guardando, nessuno lo sospetterà mai. Non stai rubando - è semplicemente lì per terra! Se non la prendi tu, la prenderà qualcun altro. Perciò perché perderla? È giustissimo!” Ma un’altra parte di te dice: “È sbagliato, questo denaro non ti appartiene, non è tuo. In un modo indiretto, è rubare. Dovresti informare la polizia oppure, se non vuoi occupartene, passa oltre e dimenticala. Non voltarti neppure. Questa è cupidigia e la cupidigia è peccato.”
In te sono presenti queste due mentalità. Una dice: “È giusto, prendila.” L’altra dice: “È sbagliato, non prenderla.” Con quale mentalità ti identificherai? Certamente ti identificherai con la mentalità che dice che è un atto immorale, perché soddisfa di più l’ego. “Tu sei una persona di ottima moralità, non sei una persona comune, qualcun altro avrebbe preso quella banconota. In questi tempi tanto difficili, la gente non pensa a simili sottigliezze.” Ti identificherai con la mentalità morale, ma è altresì probabile che tu prenda la banconota. Ti identificherai con la mentalità morale e ti disidentificherai dalla mentalità che prenderà la banconota. In profondità la condannerai, dirai: “Non è giusto, è la parte peccatrice, è la parte peggiore di me, quella che condanno.” Prenderai le distanze. Dirai: “Ero contrario al fatto di prenderla, era il mio istinto, era il mio inconscio, era il mio corpo, la mente che mi hanno persuaso a farlo... io lo sapevo che era sbagliato. So che quell’azione era sbagliata.” Ti identifichi sempre con ciò che è giusto, con l’attitudine morale e ti disidentifichi dall’atto immorale - sebbene tu lo compia. Così sorge l’ipocrisia.
S. Agostino nelle sue Confessioni ha detto: “Dio
perdonami, perché continuo a fare le cose che
so di non dover fare e continuo anche a non fare le
cose che so di dover fare.”
Questo è il conflitto, così nasce il
turbamento. Ecco perché Buddha vi consegna una
chiave segreta. Quella è la chiave che
può portarvi fuori da ogni identificazione:
non identificatevi con la mentalità morale -
perché anche quella fa parte della mente.
È il medesimo gioco: una parte dice bene,
l’altra parte dice male - è sempre la
stessa mente che crea conflitto in voi. La mente
è sempre dualistica, la mente vive tra poli
opposti. Ama e odia la stessa persona, vuole fare
un’azione e non vuole farla. È il
conflitto, la mente è conflittuale. Non
identificatevi né con una né con
l’altra mentalità.
Buddha dice: diventa semplice osservazione. Vedi che una parte dice questo e che l’altra dice quello. “Io non sono né l’una né l’altra - neti, neti; né questo, né quello - sono soltanto un testimone.” Soltanto in questo modo esiste una possibilità che affiori la comprensione.
Una mente libera da turbamenti,
che non cerchi più di valutare
cosa sia giusto e cosa sia sbagliato,
una mente al di là dei giudizi,
osserva e comprende.
Andare oltre i giudizi di bene e male è
osservazione. Attraverso l’osservazione
accadono le trasformazioni. Questa è la
differenza tra la moralità e la religione. La
moralità dice: “Scegli ciò che è
giusto e rigetta ciò che è sbagliato.
Scegli il bene e rigetta il male.” La religione
dice: “Osserva semplicemente entrambi. Non
scegliere affatto. Rimani in una consapevolezza
priva di scelte.”
La religione è assolutamente diversa dalla
moralità. La moralità è molto
comune, mondana, mediocre, la moralità non
può portarti alla fioritura definitiva, non
è la via che conduce al divino. La
moralità è soltanto una strategia
sociale. Ecco perché una cosa è giusta in
una società e la stessa cosa è sbagliata
in un’altra; una cosa è ritenuta buona
in India e la stessa cosa è ritenuta cattiva
in Giappone. Una cosa può essere un bene oggi
e domani potrà diventare un male. La
moralità è un sottoprodotto della
società, è una strategia sociale di
controllo. È il poliziotto dentro di voi,
è il giudice dentro di voi - è un trucco
per ipnotizzarvi in base a determinati concetti che
la società pretende di imporre alla gente. In
questo modo, se sei nato in una famiglia
vegetariana, per te i non vegetariani sono i
peggiori peccatori.
Una volta, un monaco giainista mi disse: "Amo i
tuoi libri, ma perché nomini Gesù e
Maometto e Ramakrishna accanto a Mahavira? Non
dovresti metterli tutti sullo stesso piano.
Mahavira è Mahavira - come puoi paragonarlo,
come puoi considerarlo alla stessa stregua e
metterlo nella stessa categoria con Gesù, con
Maometto, con Ramakrishna?"
Chiesi: “Perché no?”
Mi rispose: “Gesù beveva vino, mangiava carne
- quale peccato maggiore si potrebbe
commettere?”
Maometto mangiava carne e sposò nove donne! Si
deve rinunciare alla donna - e lui ne ebbe non una,
bensì nove! Un numero perfetto, infatti dopo
il nove non ci sono altri numeri: nove è
l’ultimo numero, poi si ricomincia da
capo...
“Maometto mangiava carne e sposò nove donne -
come puoi mettere Maometto accanto a Mahavira? E
come puoi mettere Rama-krishna accanto a Mahavira?
Egli mangiava abitualmente pesce.”
È inevitabile che un bengali mangi
pesce.
La sua unica critica ai miei libri era che avevo
messo quelle persone tutte insieme.
Prova a chiedere a un cristiano... Una volta chiesi
a un missionario cristiano: “Cosa mi dici di questo
monaco giainista? Mi ha detto questo... hai qualche
obiezione da fare?”
Mi rispose: "Certamente! Come puoi mettere Mahavira
accanto a Gesù? Gesù ha vissuto per
l’umanità, ha sacrificato sé stesso
per l’umanità - cos’ha fatto
Mahavira? Mahavira è completamente egoista, ha
pensato soltanto alla propria salvezza. Non si
è affatto preoccupato degli altri! Non ha mai
guarito un cieco, non ha mai risuscitato un morto.
Ha soltanto meditato per dodici anni sui monti,
nelle foreste - si può essere più
egoisti? Il mondo soffre e la gente è immersa
nel dolore, e lui non è andato a consolarla.
Ci può essere un lusso maggiore? Soltanto
meditare in riva al fiume nella foresta - ci
può essere lusso maggiore? È rimasto in
semplice meditazione, sulle sponde di un fiume o in
una foresta - che lusso sfrenato! Cos’ha
fatto per la povera umanità? Gesù ha
sacrificato sé stesso, ha vissuto ed è
morto per gli altri. Tutta la sua vita non è
stata altro che puro sacrificio. Come puoi mettere
Mahavira accanto a Gesù?"
Anch’egli sembra avere ragione. Come si fa a decidere? Buddha non ha mai guarito gli ammalati, né i ciechi, né i sordi, né i muti - ha soltanto meditato. Sembra che sia un egoista! Avrebbe dovuto aprire ospedali o almeno scuole, avrebbe dovuto distribuire medicine, sarebbe dovuto andare nelle zone inondate per servire la gente... egli non fece mai cose simili. Che spiritualità è mai questa? Secondo i cristiani è puro egoismo.
Chi ha ragione? Chi deciderà in merito? Noi
viviamo seguendo i nostri pregiudizi.
Il monaco giainista ha torto e il missionario
cristiano ha torto, perché entrambi giudicano
- e giudicare è sbagliato. Gesù è
Gesù - ha vissuto a modo suo. Buddha è
Buddha - ha vissuto a modo suo. Sono
personalità uniche, espressioni uniche di Dio.
Né uno è la copia dell’altro,
né l’altro deve necessariamente essere
la copia del primo. È bellissimo che il mondo
sia vario. Se ci fossero stati sempre e solo dei
Gesù, sarebbero come automobili Ford che
escono dalla catena di montaggio - ogni minuto esce
un’automobile Ford, tutte esattamente
identiche... È bellissimo che Gesù sia
uno solo, semplicemente unico e irripetibile. Ed
è bellissimo che Buddha sia solo e
irripetibile.
Una persona realmente religiosa ha un approccio
privo di giudizi. Il moralista non può evitare
i giudizi, diventa un giudice. Quel monaco
giainista, un uomo comune, stupido, è pronto a
giudicare Gesù e Maometto e Ramakrishna. Egli
non conosce niente, non capisce niente, non ha mai
meditato - non ha ancora conosciuto sé stesso.
Ecco perché è venuto da me.
È venuto da me per capire cos’è la meditazione e come meditare. La meditazione non gli è ancora accaduta, ma egli giudica - è pronto a giudicare anche un uomo come Gesù, né si vergogna di farlo, non è intimidito, è estremamente arrogante. La stessa cosa vale per il missionario cristiano! Non sa niente di meditazione, né cosa faceva Buddha, o cosa faceva Mahavira. Non sa niente delle vie sottili lungo le quali opera un Buddha: il suo semplice diventare illuminato è il massimo servizio che potesse rendere all’umanità - non potrebbe fare di più. Egli certamente non ha guarito gli occhi del corpo, ma ha guarito gli occhi spirituali di migliaia di persone - e quello è realmente un servizio! Egli ha fatto in modo che le orecchie di migliaia di persone udissero, ascoltassero, comprendessero - e quello è realmente un servizio!
Ma questo missionario cristiano, poiché
dirige una scuola elementare e un ospedale, pensa
di essere autorizzato a giudicare. Il moralista
giudica sempre, la persona religiosa non giudica
mai. Egli vive in una consapevolezza priva di
giudizi.
Una mente al di là dei giudizi, osserva e
comprende.
Egli osserva semplicemente e comprende. Se Buddha avesse incontrato Gesù, avrebbe compreso. Se Gesù avesse incontrato Buddha, avrebbe compreso. Avrebbero soltanto osservato e visto e compreso.
Sappi che il corpo è una fragile
brocca:
rendi la tua mente una fortezza.
Quando Buddha dice ‘mente’ intende dire ‘consapevolezza’. Buddha intende ‘Mente’ con la M maiuscola - non la mente comune che avete voi, ma la Mente che accade quando tutti i pensieri sono scomparsi, quando la mente è completamente svuotata dai pensieri. Rendi la tua Mente una fortezza poiché questo corpo morirà - non dipendere dal corpo.
In ogni prova
lascia che sia la comprensione a lottare per
te,
a difendere ciò che hai conquistato.
Ricordalo continuamente, poiché la lotta
è lunga e il viaggio è arduo. Molte volte
cadrai e ti dimenticherai, molte volte comincerai a
giudicare. Molte volte ti identificherai con questo
o con quello, molte volte l’ego
affermerà di nuovo sé stesso. Ogni volta
che l’ego afferma sé stesso, ogni volta
che accadrà una identificazione, ogni volta
che sorgerà un giudizio, ricorda
immediatamente: osserva, osserva semplicemente,
allora ci sarà comprensione.
La comprensione è il segreto della
trasformazione. Se riuscirai a comprendere la
collera, immediatamente sarai inondato dalla
compassione. Se riuscirai a comprendere il sesso,
immediatamente raggiungerai il samadhi.
‘Comprendere’ è la parola più
importante da ricordare.
Poiché in breve tempo il corpo viene
scartato.
Allora cosa sente?
Come un inutile ciocco di legno, giace a
terra.
Allora cosa conosce?
Non dipendere dal corpo e non rimanere confinato
nel corpo. Usalo, rispettalo, amalo, abbi cura del
tuo corpo, ma ricorda che un giorno dovrai
lasciarlo. È soltanto una gabbia, dovrà
essere abbandonato e l’uccello volerà
via. Prima che ciò accada, abbi cura anche
dell’uccello. Purifica la tua consapevolezza,
poiché quella verrà con te. La tua
capacità di comprendere verrà con te, non
il tuo corpo.
Perciò non sciupare troppo tempo abbellendolo
con dei cosmetici o abiti o ornamenti - non
sciupare troppo tempo con il corpo, poiché il
corpo appartiene alla terra e la terra lo
reclamerà in restituzione. Polvere alla
polvere. Tu non appartieni alla terra, tu
appartieni a un aldilà, all’ignoto. La
tua casa è nell’ignoto, qui sei soltanto
un visitatore. Gioisci di questa visita e usala il
più possibile per accrescere la tua
capacità di comprendere e maturare, in modo da
poter portare a casa la tua maturità, la tua
capacità di comprendere, la tua saggezza.
Il tuo peggior nemico non ti può fare
male
quanto i tuoi stessi pensieri,
incustoditi.
Quando i pensieri sono incustoditi, non vigilati, la mente è il tuo maggior nemico.
Ma una volta padroneggiati,
nessuno potrà aiutarti altrettanto,
neppure tuo padre o tua madre.
La stessa mente, se padroneggiata - padroneggiata con l’osservazione, padroneggiata con la meditazione - è trasformata. Diventa la tua migliore amica: nessuno potrà aiutarti altrettanto! La mente è una scala: non vigilata ti porta in basso, vigilata ti porta in cima. La stessa scala! La mente è una porta: non vigilata ti conduce all’esterno, vigilata ti conduce all’interno. La stessa mente non vigilata diventa collera, astio, gelosia, se vigilata diventa compassione e amore e luce. Sii vigile, sii sveglio, sii attento, sii privo di giudizi. Non essere un moralista: crea in te una consapevolezza religiosa. Dicendo ‘consapevolezza religiosa’ intendo dire ‘una consapevolezza priva di scelte’. Lascia che questa frase penetri in profondità nel tuo cuore: una consapevolezza priva di scelte. Questa è la vera essenza dell’insegnamento di Buddha - aes dhammo sanantano.
Per oggi, basta.
