LSD Il mio bambino difficile
riflessione su droghe sacre, misticismo e scienza
di Albert Hofmann
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Recensioni
Psicologia Contemporanea - Marzo-Aprile 99
Peyote, Lsd e allucinati dintorni
Le droghe dell'Anima
La caratteristica che differenzia le "droghe dell'anima" (peyote, mescalina, Lsd, ecc.) da tutte le altre è la singolare esperienza psicologica che accompagna o accentua i loro effetti. Non solo le droghe psichedeliche disorganizzano le informazioni sensoriali, influenzando le percezioni visive, uditive e propriocettive, ma possono anche provocare diverse forme di trance visionaria. Queste esperienze psicologiche però, rimarrebbero confinate alla condizione di semplice smarrimento allucinatorio se non entrasse in gioco l'esistenza storico-culturale di chi fa uso di sostanze psichedeliche. Il altre parole, perchè lo stato allucinatorio caotico si trasformi nel volo iniziatico, nel rapimento d'anima, nell'uscita visionaria dal corpo, si debbono intersecare, in un contesto predisposto e adatto, situazioni simboliche socialmente condivise e caratteristiche personali. Perchè è il "valore socio-psicologico aggiunto" quello che, in definitiva, trasforma delle intossicazioni del sistema nervoso in esperienze estatiche. [...]
Le porte della percezione
La regina delle droghe psichedeliche, l'Lsdha
un'altra storia e un altro stregone. In un
pomeriggio di primavera del 1943, per essere esatti
il 16 aprile, in un mondo sconvolto dalla guerra,
Albert Hofmann, un chimico farmaceutico della
Sandoz di Basilea, in Svizzera, andò incontro
ad una strana esperienza. Qualche anno prima
Hofmann era riuscito a sintetizzare alcuni derivati
dell'acido lisergico, una sostanza presente
nell'ergot, lo sclerozio di un fungo parassita
("claviceps purpurea") che può infestare
diversi cereali, tra cui la segale, nota in questo
caso come "segale cornuta", responsabile nel
passato di intossicazioni alimentari collettive. La
scoperta dei principi attivi presenti nell'ergot
della segale cornuta consentì alla Sandoz la
produzione di diversi farmaci, tra cui il
Methergin, impiegato in ostetricia per accellerare
il parto e arrestare le emorragie, e l'Hydergina,
indicato per migliorare la circolazione cerebrale e
usato ancor oggi per i disturbi geriatrici.
In quel pomeriggio, nel chiuso del suo laboratorio
di Basilea, Hofmann stava continuando le ricerche
sul venticinquesimo derivato dell'acido lisergico,
che aveva già sintetizzato qualche anno prima
sotto forma di dietilammide dell'acido lisergico,
quando fu costretto ad interrompere le sue
alchimie. Strane sensazioni lo assalirono:
vertigini, illusioni ottiche ed uno stato di
agitazione. Ritornato a casa si sdraiò,
entrando in uno stato sognante. In una breve
memoria, diretta ai suoi colleghi, riferì: "A
occhi chiusi percepivo un flusso ininterrotto di
immagini fantastiche, di forme straordinarie con un
gioco caleidoscopico intenso di colori. Dopo alcune
ore questa condizione si è dissolta".
Hofmann non era solo un tecnico, un ricercatore di
un'industria farmaceutica, ma anche uno scienziato
erudito, formato secondo la migliore tradizione
europea. Sapendo di botanica e di storia della
medicina popolare, Hofmann conosceva la lunga
storia dell'ergotismo, ovvero gli effetti
allucinogeni della segale cornuta, per cui non ci
mise molto a risalire alla causa del suo malessere,
dovuta ad un'indigestione accidentale di
Lsd-25.
L'incidente, invece di fargli condividere la
decisione già presa dalla Sandoz di scartare
definitavamente tutti i derivati dell'acido
lisergico per il loro scarso valore farmacologico,
lo spinse da vero apprendista stregone, a
ruitentare l'esperienza. Questa volta preparò
ed ingerì una dose di Lsd, che poi si
rilevò dieci volte più forte di quella
necessaria ad alterare lo stato di coscienza, e si
mise alla scrivania per annotare nel suo diario di
laboratorio gli effetti. Dopo quaranta minuti si
trovò sospinto in un mondo riflesso di specchi
deformanti, precipitando entro un tempo pulsante e
rallentato in cui gli oggetti assumevano forme
grottesche. Sdraiatosi su un sofà, pur
rimanendo un osservatore consapevole, Hofmann
assistè allo sdoppiamento del suo corpo, alla
disintegrazione dle mondo esterno: "Ogni esercizio
della mia volontà, ogni tentativo di porre
fine alla disintegrazione del mondo esterno e alla
dissoluzione del mio io sembravano uno sforzo
sprecato. Un demone mi aveva invaso, aveva preso
possesso del mio corpo, della mia mente e della mia
anima". [...]
Le ali della farfalla
Albert Hofmann ha superato da poco i novant'anni, continua a vivere nei dintorni di Basilea, ma la sua curiosità scientifica gli ha cambiato la visione del mondo. Non è uscito indenne da decine d esperienze con le droghe psichedeliche di varia natura. La sua originaria concezione della realtà, un po' materialistica (anche se non sappiamo fino a che punto), si è trasformata col tempo in una graduale illuminazione interiore ed espansione spirituale. Recentemente ha scritto, in collaborazione con Werner Huber, un libro dal titolo eloquente: Elogio del puro contemplare, dedicato, guarda caso, al sentimento estetico stimolato dalla bellezza delle farfalle. Libro in cui, tra l'altro, cerca di dimostrare che non c'è contrasto fra le scienze naturali e l'esperienza mistica.
Ormai affrancato dagli horror trip delle sue iniziali esperienze, Hofmann sostiene che "l'Lsd è una semplice sostanza che stimola alcuni centri cerebrali. Questa sostanza, insieme alle altre sostanze psichedeliche affini, ha un ruolo importante per la psicologia transpersonale che, diversamente da Freud, non punta sull'introspezione ma sull'uscire fuori di sé, nell'aprire il proprio io all'esperienza del tutto". Ciò che lo psicologo Abraham Maslow ha chiamato "peak experience" e gli yogi in meditazione "samadhi". In modo gnostico e allegorico, così è espressa nelle scritture sacre indù, i Vedanta, l'esperienza dell'anima libera dai tre involucri delle illusioni corporee: "Oh! Mira la farfalla dell'onnipresente con le ali bordate di stelle, di lune e di soli, ebbra della sua estasi di gioia nel sogno diurno della creazione cosmica". Salomon Snyder, uno dei massimi psicofarmacologi, che insieme a Candace Pert ha scoperto i recettori degli oppioidi endogeni (encefaline ed endorfine), sembra concordare con il punto di vista di Hofmann: "Benché gli psichedelici distorcano la percezione e la cognizione, chi ne fa uso sente soggettivamente che la sua consapevolezza è aumentata e che i cambiamenti nella visione, nell'udito e nel pensare possono riflettere una realtà maggiore di quella con cui sono sintonizzati quando sono in uno stato di consapevolezza normale". Gli effetti psicologici delle droghe psichedeliche secondo Hofmann si pongono su due livelli: al primo si hanno delle visioni estetiche, immagini e colori intensi, al secondo si perde il senso dell'Io, e allora "si è presi - dice - da un sentimento oceanico, cosmico, da un'esperienza ineffabile, in cui lo svanire dell'individualità può essere vissuto come un'estasi ma anche come un incubo. Sentendosi immersi nel tutto si può avere sia un'impressione di protezione e di familiarità, sia un senso di sgomento e di angoscia: un paradiso o un inferno". [...]
Concludendo queste note, possiamo provare a chiederci che senso abbia la nostalgia di mondi ideali che queste droghe sembrano appagare. Parafrasando Elémire Zolla si può forse dire che la nostalgia di mondi ideali può agire come un veleno sulla mente: la visionarietà e le gioie che elargisce non sono ancora libertà. Ma talvolta sono più di quanto il mondo possa offrire, o anche di quanto siamo in grado di vedere. Racconta Carlos Castaneda: Alla luce di quello che mi avete detto don Juan, avevo cominciato a dubitare della funzione delle piante allucinogene. "Perchè, gli chiesi, mi avete fatto prendere per tanto tempo quelle piante potenti?". Sorrise e mormorò pianissimo: "Perchè siete ottuso...e non c'era altro mezzo per scuotervi".
Alessandro Salvini
