L'interprete delle passioni
di Ibn Arabi
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"L'interprete delle Passioni" è un canzoniere in cui con gli accenti dell'amore terreno si canta l'amore per Dio. È lo stesso Ibn 'Arabi a chiarirlo nel prologo e nel commentario (uno dei rari casi in cui un autore offre un commento alla sua stessa opera poetica). Del resto, dal Cantico dei Cantici a Giovanni della Croce, sempre l'amore celeste è stato espresso con le parole e i toni dell'amore carnale, come non esistesse altro modo per esprimerlo, o comunque quel modo fosse il più naturale. Inoltre, Ibn 'Arabi è un sufi, e quello dei sufi è il regno dell'immaginazione creatrice.
Gli autori
Abu Bakr Muhammad Ibn 'Ali, più noto con il nome di Ibn 'Arabi, nacque a Murcia, in Andalusia, nel 1165. Di famiglia nobile e ricca, ebbe un'istruzione di prim'ordine con rinomati maestri di storia, letteratura, poesia, diritto, lettura coranica e tradizioni profetiche. Tra i suoi parenti vi erano asceti e visionari, e Ibn 'Arabi trascorse infanzia e adolescenza in un clima di intensa religiosità di cui peraltro non subì troppo il fascino, dal momento che almeno inizialmente predilesse gli studi e gli svaghi mondani. Verso i vent'anni, però, le esortazioni della sposa Mariam e l'esperienza di una malattia che lo ridusse in punto di morte lo portarono a un mutamento radicale. Ne fu testimone d'eccezione il filosofo aristotelico Averroè: il quale, informato dei doni spirituali concessi a Ibn 'Arabi, volle incontrarlo, rimanendone ammirato. Così Ibn 'Arabi entrò nella vita mistica facendo professione di sufismo. Ibn 'Arabi è autore di un centinaio di opere, la maggior parte delle quali non sono mai state edite in Europa, e tantomeno tradotte in lingue europee.
