Il collare della colomba
Sull'amore e sugli amanti
di Ibn Hazm
Prezzo: 23,00 EUR
Acquistalo da: laFeltrinelli.it
Il collare della colomba è un trattato sull'amore scritto circa mille anni fa in Andalusia dal teologo e poeta Ibn Ḥazm di Córdoba. Ma non è un libro di teoria o di filosofia: nulla a che vedere con le allegorie spirituali e i "sensi mistici" di Dante.
L'autore descrive infatti l'amore in tutti i suoi aspetti naturali e terreni. I suoi innamorati e le sue Beatrici sono creature in carne ed ossa. Il tema dei racconti e degli esempi è quello dei dolori e dei piaceri dell'amore sentimentale e sessuale.
Le sue idee al proposito suonerebbero rivoluzionarie e provocatorie anche al giorno d'oggi per le orecchie dei musulmani fondamentalisti. Le sue osservazioni sulla fenomenologia dell'amore sono assolutamente libere da ogni sorta di pregiudizi: ed è questa, insieme alla piacevolezza dei suoi racconti, la ragione principale dell'interesse che questo autore può suscitare nel momento attuale.
È grazie a questa piena immersione nella carne e nel sangue dell'amore, che Ibn Ḥazm ci regala le pagine più belle e vivaci, le pagine immortali del suo Collare della colomba. È grazie a questo che egli ci fa entrare, come in un sogno a occhi aperti, nella Córdoba califfale dell'anno Mille, cioè nella città che allora - e da almeno due secoli prima di allora - poteva dirsi a buon diritto la metropoli più civile, splendida e progredita di tutto il Continente europeo.
L'Autore
Ibn Ḥazm (994-1063 d.C.), nato a Córdoba e vissuto lì fino all'età di 18 anni, poi sempre ramingo in esilio, fu un ribelle e un perseguitato nell'Andalusia islamica di mille anni fa, al tempo della disgregazione del califfato umayyade d'Occidente.
Troppo originali e innovative le sue idee per i giuristi e i religiosi ortodossi del suo tempo, che giunsero perfino a far bruciare i suoi libri. Ibn Ḥazm fu forse l'unico teologo islamico medievale che si potrebbe definire "femminista".
Il Curatore
Massimo Jevolella studia da trent’anni la cultura islamica medievale. Ha tradotto dall’arabo e curato Il libro dei cerchi di Ibn as-Sīd (1984) e l’Alchimia della felicità di Ibn ‘Arabī (1996). È autore di numerosi saggi, tra i quali ricordiamo Non nominare il nome di Allah invano (2004), Le radici islamiche dell’Europa (2005), Saladino, eroe dell’Islàm (2006), e Rawā (2008).
