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Dallo sciamano al raver Nuova edizione

saggio sulla transe

di Georges Lapassade

Prezzo: 15,00 EUR

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La transe, che durante il XIX secolo è stata collegata a esperimenti medianici e ipnotici, è diventata oggetto di ricerche etnologiche. Oggi la transe non riguarda più solo pochi specialisti, ma affiora anche nella nostra civiltà di solito in esperienze liminari di uscita "fuori" di sè, o "al fondo" di se stessi, con il moltiplicarsi di tentativi di partecipazione diretta con il "sacro", di meditazione, di comunicazione con l'universale tramite le droghe psichedeliche, la musica, le tecniche corporee orientali e, talvolta, immersioni nell'irrazionale.

Lo studio di Lapassade, che fu pubblicato per la prima volta agli inizi degli anni Settanta ed è diventato negli anni un libro cult che non può mancare nella libreria di chi è interessato agli stati modificati di coscienza, è in questo contesto quanto mai attuale: è con questo saggio che si iniziano a porre le basi teoriche per chi di questi fenomeni si occupa per studio o per passione.

Per analizzare e capire la transe, sostiene Lapassade, bisogna interessarsi realmente a ciò che accade in altre culture, ritrovando dispositivi, procedure iniziatiche e tecniche di prospettiva di una ripresa creativa e consapevole delle proprie risorse vitali. La prima parte del libro descrive la genealogia delle varie figure della transe, dalle società primitive fino alle nuove forme di transe metropolitane, passando attraverso i culti di Dioniso, il vodu, il sabba del Medioevo. Nella seconda parte, la transe investe la psicosociologia dei gruppi e la psicoterapia rituale. Infine, la terza parte presenta gli aspetti principali di un'antropologia della transe e affronta anche il problema dell'eventuale "simulazione" di questo stato "secondo" del corpo e della coscienza.

La nuova edizione del libro propone l'interessante prefazione di Gilberto Camilla, Presidente della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza.

L'Autore

Georges Lapassade (1924) è professore emerito di Etnografia e Scienze dell'Educazione presso l' Università di Parigi VIII. Considerato il padre dell'analisi istituzionale è autore di numerose opere sugli stati modificati di coscienza. È stato uno dei primi studiosi a interessarsi dello sviluppo del rap in Francia e in Italia. Le principali opere tradotte in italiano sono: Il mito dell'adulto. Saggio sull'incompiutezza dell'uomo (1971), L'autogestione pedagogica. Ricerche istituzionali (1973), Gli Stati Modificati di Coscienza (1990), La dissociazione estatica (1999), Derdeba. Musica, transe e possessione fra gli Gnawa del Maghreb (2003), Gente dell'ombra (2005), Il mito dell' identità (2006).






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