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420 grammi

di Peter Durante, Elide Esposito

Prezzo: 15,00 EUR

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[Il compenso spettante agli Autori dalla vendita di questo libro sarà devoluto interamente a sostegno delle attività di ricerca dell'Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano.]

Peter, Elide e Federico. Un padre, una madre e il loro bambino. I protagonisti di una storia di tenacia, di coraggio, di dolore - immenso - e di gioie, di delusione e speranza, di rabbia, rassegnazione, ironia, e amore.

Una storia di vita e di morte. Ma soprattutto di vita! La vita appesa a un filo di Federico, una vita cui si è aggrappato con tutte le sue forze, nonostante i suoi soli 420 grammi alla nascita - troppo pochi per iniziare a vivere sano, bello e sereno... troppi per morire.

Federico non è mai stato solo a lottare. I suoi genitori, che non volevano che lui vivesse a tutti i costi, lo hanno sempre accompagnato, difeso dall'ignoranza e dalla banalità, sostenuto nell'irrazionale desiderio di vivere. Pronti ad accettare "il più innaturale degli addii", se Federico l'avesse voluto, avesse ceduto.

Federico invece, contro ogni aspettativa, ha ormai un anno e mezzo, è un bimbo vispo, attento, solare nello sguardo, straordinariamente bello! Ha vinto tante battaglie ma di fronte a sé ha ancora tante incognite.

Una cosa è certa: Federico sarà una bella persona.

Il suo papà e la sua mamma hanno scritto questo diario per lui, nella speranza che un giorno lui lo possa leggere, e per loro, perchè la scrittura li aiutava a sopravvivere. Oggi desiderano che questo diario, la loro storia, di cui non tacciono nulla, serva ad altri genitori di bimbi "nati all'inizio di una salita", spinga a interrogarsi su temi etici e sociali estremamente attuali, serva alla ricerca e alla medicina, perchè in futuro casi come il loro possano trovare una via più facile e meno dolorosa.

Gli Autori

Peter Durante padre e compagno di vita incontenibilmente orgoglioso di Federico e di Elide, è attualmente Responsabile del personale Pneumatici Vettura in Pirelli Tyre. Il ruolo di cui si è investito è "tenere in piedi" la famiglia.

Elide Esposito, prima della nascita di Federico Responsabile Sviluppo Risorse Umane Italia in Autogrill, oggi sta mantenendo fede alla sua promessa: "Se vivi ti dedico tutta la mia vita, te lo giuro."

19 marzo 2008 (La prima volta che Elide vede suo figlio)

"Che cosa sei? Non puoi essere mio figlio, non puoi essere figlio di nessuno. Mi alzo in piedi per guardarti meglio. Barcollo ma non è il cesareo. Peter mi sorregge. Non so che dire. Lo guardo, sorrido e dico una banalità da mamma. Hai tubi ovunque. Suona tutto. Il pannolino microscopico è chiuso ma si distanzia dal tuo ventre di almeno 4 dita. Sembri uno scheletro. Sei scavato, le tue dita sono rosee e trasparenti: appena accennate. Sembri un feto e sembri già morto. Oh Dio, non provo nulla se non terrore e voglia di salvarmi. Alzo lo sguardo. La terapia intensiva è orrenda. Devo tutelarmi da questo orrore. Devo fuggire lontano, sperare il meglio e il meglio non credo sia la vita. D'improvviso tiri un calcio nel vuoto ovattato della tua incubatrice. Lo sento nella pancia e ti riconosco. 'Ciao, amore mio, eri tu a tirarmi tutti quei calci, uno per ogni mia paura. Sei tu amore, come ho fatto a non riconoscerti. Perdonami. Ti amo. Tieni duro'. Poggio una mano sull'incubatrice, in qualche modo provo ad accarezzarti. È calda, molto calda. Non so come, ma dovrò abituarmi a tutto questo. 'Mamma di Federico'. 'Mamma di Federico'… 'Eli, l'infermiera dice a te'. Avevo sentito, ma non avevo capito si riferisse a me. Sono io mamma di Federico. 'Ha già provato a tirare il latte? Latte? Mamma? Federico? Latte vuol dire che posso ancora fare qualcosa per te, latte vuol dire che posso aiutarti, latte vuol dire mamma. Il latte non è una cosa da mamma di prematuro come stare in camera senza bimbo o chiedersi se morirà, latte è una cosa da mamma e basta. Devo averlo, per forza.

Usciamo a testa bassa dalla terapia intensiva. Tacitamente abbiamo deciso di non voler vedere né sapere nulla delle altre culle. Guardo Peter: 'Scusa per ieri. Ora capisco la tua faccia'. 'Ti ha fatto impressione'. 'Come potrebbe. È mio figlio'. Mi getto alle spalle la mia menzogna e salgo in stanza in silenzio."

Un messaggio dagli Autori

Se Federico fosse nato soltanto dieci anni prima non sarebbe sopravvissuto. I medici della terapia intensiva della Magiagalli l'hanno salvato tante volte, ma prima ancora di salvarlo hanno dato a noi la possibilità di sperare: oggi, infatti, la scienza può aiutare a trasformare una nascita estrema in un bambino.

È per questa ragione che sentiamo di dover dare un contributo, perchè la ricerca continui e siano scoperte nuove tecniche per aiutare altre famiglie a vincere la dolorosa sfida di una nascita difficile.

Abbiamo incontrato medici con occhi pieni di passione, tutto quello che tentiamo di fare dando il nostro piccolo contributo è aiutare affinché quegli sguardi possano dirsi ancora più fieri per aver collaborato a trasformare la speranza dei genitori e la tenacia dei piccoli in vita.

Per questo abbiamo deciso di devolvere il nostro compenso derivato dalla vendita di questo libro a sostegno dell'attività di Terapia Intensiva Neonatale della Clinica Mangiagalli di Milano.

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