Tatuaggi Corpo Spirito
Tatuaggi, piercing, scarificazioni, body art, metamorfosi, cultura tribale
di Re-Search
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Intervista Fakir
Queste attività le hai tenute nascoste dalla tua famiglia per buona parte della tua vita?
Sì. Ho cominciato in segreto, generalmente nella cantina di casa nostra. A 13 anni, per esempio, mi sono perforato il prepuzio per la prima volta. Penso che primitivi moderni si nasce. Le prime esperienze dell’infanzia aprono semplicemente la porta per ciò che è già dentro di te. Se avevi tendenze molto forti in una vita precedente e ha compiuto certe pratiche come cambiare la forma, il colore o le dimensioni del corpo, allora, quando rinasci, non importa in quale cultura, vorrai fare quello che facevi nella vita precedente. Almeno è così che spiego il mio comportamento. Così la mia prima perforazione non è stata una cosa veloce. L’ho fatta con un morsetto con una punta affilata che preme a poco a poco. Impiega molte ore – in quel caso circa una giornata – prima che la punta esca dall’altra parte. L’atto di eseguire questa lenta perforazione e di arrendersi all’esperienza è un avvenimento spirituale trascendente. Ma nella nostra cultura la gente dispone di pochi precedenti per un tale esercizio di auto-trasformazione. Avevo inoltre il desiderio di segnare il corpo, così prima di arrivare al liceo mi ero già preparato dei piccoli aghi e mi ero tatuato dei disegni sul petto. Il primo che ho fatto, come ho scoperto in seguito, era un simbolo sacro nordafricano, uno scarabeo protettore dei Beduini. Ne ho fatto diversi altri. Ancora non avevo fatto nessuna ricerca sul modo di effettuare i tatuaggi, né sulla storia dei disegni, niente: semplicemente sapevo come fate. Ho preso alcuni aghi da cucito di mia madre, li ho legati strettamente insieme, e dopo averli intinti nell’inchiostro di china li ho spinti dentro la mia pelle. L’inchiostro scorre giù lungo gli aghi, entra nella pelle ed ecco, quando si lava via l’inchiostro, c’è un segno che non va via!
