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L'esperienza della kundalini

di Lee Sannella

Prezzo: 12,91 EUR

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Introduzione

Introduzione

Tessuti lacerati, vasi sanguigni recisi, schizzi di sangue e un fiume di umori corporali; il cuore galoppa e la pressione sanguigna sale vertiginosamente. Lamenti, pianti e urla. Una ferita grave? No, è solo una nascita umana piuttosto normale. La descrizione ha del patologico perché i sintomi non sono stati considerati in relazione all'esito: un nuovo essere umano.
In una stanza buia c'è un uomo seduto, solo. Il corpo è scosso da spasmi muscolari: sensazioni indescrivibili e dolori acuti lo percorrono risalendo dai piedi alle gambe e lungo la schiena fino al collo. Il cranio gli sembra sul punto di esplodere e dentro la testa avverte strani ruggiti e acuti fischi. Le mani gli bruciano e il corpo gli si lacera internamente. Poi all'improvviso scoppia in una risata ed è sopraffatto dalla beatitudine.
Un episodio psicotico? No, questa è una trasformazione psicofisiologica, un processo di “rinascita” tanto naturale quanto lo è una nascita fisica. Sembra patologico solo perché i sintomi non sono compresi in rapporto all'esito: un essere umano psichicamente trasformato. Se portato a compimento, questo processo può concludersi con un profondo equilibrio psicologico, una forza interiore e una maturità emozionale. Tuttavia le sue fasi iniziali spesso presentano la violenza, lo smarrimento e il disequilibrio che sono comuni alla nascita di una vita umana extra-uterina.
Per migliaia di anni ci sono state solo delle allusioni, spesso velate, a questo processo di trasformazione. I primi accenni si trovano nelle più antiche scritture dell'India, i Veda. Questa conoscenza arcaica gettò le basi agli insegnamenti esoterici posteriori, esposti nelle Upanishad, negli Agama, nel Tantra, nella Samhita, e in particolare nei molti testi che appartengono alla tradizione dello Hatha Yoga. Ma la conoscenza di questo processo di “rinascita” non rimase confinato solo all'India. Esso era parte integrante degli insegnamenti esoterici del Buddismo tibetano, del Taoismo cinese, della spiritualità di alcune tribù di Indiani d'America e, come vedremo, anche dei Boscimani dell'Africa. Secondo E.A.S.Butterworth (1970) sussistono prove della conoscenza di questo processo trasformatore anche nell'antica civiltà sumerica. Ma con ciò non possiamo necessariamente affermare che la sua diffusione trovò lì il suo punto di partenza. Come hanno suggerito Jean Gebser (1985), Erich Neumann (1970), Ken Wilber (1981) e altri ancora, le prime civiltà erano fortemente inclini ad avere delle esperienze psichiche, come d'altronde molte popolazioni non occidentali. Fu tuttavia nell'India indù che questo processo fu studiato più attentamente e fu elaborato concettualmente. In quella realtà era noto come kundalini-bodhana o il “risveglio della kundalini”. La parola sanscrita kundalini significa letteralmente “colei che è arrotolata”, una pittoresca metafora per indicare il serpente. Spiegherò più avanti gli altri significati che ruotano attorno a questo concetto esoterico e a questo fenomeno. Ci basti dire che la kundalini o come viene spesso chiamata, la kundalini-shakti o “potere del serpente”, è intesa come un tipo di energia psicospirituale. E' l'energia della coscienza.
Questo significato sarà chiarito in questo libro, visto che può essere comunicato a parole. Chi è esperto nel processo della kundalini sottolinea il fatto che la kundalini può essere compresa veramente solo attraverso l'esperienza diretta.
Il processo di trasformazione psicofisiologica era, fino a poco tempo fa, circoscritto a culture lontane, a tradizioni esoteriche e a un piccolo numero di isolati individui. Di regola, i racconti riguardanti questo processo erano stati fatti in chiave strettamente personale, spesso permeati da un vago misticismo e da una strana mitologia. Ne seguì che questi resoconti non furono presi in seria considerazione dagli studiosi occidentali della psiche umana. Ciò ritardò il confronto sistematico tra i materiali a disposizione appartenenti a differenti tradizioni culturali, che avrebbero dimostrato che il processo della kundalini è un fenomeno importante, degno di una maggiore attenzione da parte degli uomini di scienza. Quindi per molto tempo i pochi professionisti che ebbero a che fare con questo fenomeno furono giustificati a tenere un atteggiamento di scetticismo e di sospetto.
Nel 1970 si ebbero due sviluppi decisivi che cambiarono questa situazione e misero in crisi il pensiero dominante in ambito professionale. Il primo sviluppo fu l'aumento significativo, all'interno della nostra cultura, del numero di persone che si dedicavano a intense pratiche psicospirituali t uniforme di modelli validi anche in un contesto clinico. C'è di fatto una notevole uniformità tra le descrizioni del processo trasformativo nelle più diverse culture. Questo è anche il punto di vista di Gopi Krishna (1971), i cui scritti hanno reso popolare il processo kundalini in Occidente. Egli sostiene che le esperienze testimoniate dai mistici cristiani, dai maestri sufi e dagli adepti dello yoga dimostrano l'unicità degli schemi fondamentali della trasformazione psicofisiologica. Un'analisi dei resoconti più dettagliati, presi da diverse tradizioni, ha portato alla luce esempi di sintomi e di fenomeni esperienziali che assomigliano in maniera impressionante a quelli riscontrati nei casi clinici citati in questo libro.
Dimostrerò che questi aspetti comuni hanno delle componenti fisiologiche e che l'attivazione di un meccanismo fisiologico specifico è alla base dell'enorme diversità che si incontra nel fenomeno kundalini. Se queste due affermazioni sono corrette, l'idea di una trasmutazione psicofisiologica non può più essere considerata un'accozzaglia confusa di superstizione primitiva, di dogma religioso e di dicerie folli. Dobbiamo di nuovo iniziare a riconsiderare più seriamente quello che la scienza ha cercato di ridurre a una fantasia insensata e priva di valore. Di fatto dobbiamo intraprendere un nuovo tipo di “demitizzazione”, quella cioè dei miti del materialismo scientifico.
Dovendo riconoscere la realtà e la grande importanza del fenomeno kundalini, possiamo porci alcune domande: Come può essere meglio compreso questo fenomeno? Quali sono le sue caratteristiche fondamentali? Come si manifesta? Qual è la sua forma ottimale? Conduce davvero, come si dice, alla comparsa di poteri psichici? Qual è la differenza tra il processo trasformativo e la normalità da una parte e la psicosi dall'altra? è semplicemente un altro stato “alterato” di coscienza o è qualcosa di più?
Inizierò dall'ultima domanda. è certo che il processo della kundalini non è solo uno stato alterato di coscienza, dato che può durare alcuni mesi come molti anni. Nel corso della sua durata la persona entra ed esce da stati di coscienza differenti - dalla veglia al sonno e al sogno, e a una superlucidità in ognuno di questi stati. L'intero processo si colloca al di fuori di ciò che è considerato “normale” e di ciò che è invece “psicotico”. La persona che affronta questa violenta trasformazione psicofisiologica ha delle esperienze che sono ben lontane dalla normalità, benché non siano così disorganizzate da poter essere definite psicotiche.
Il processo della kundalini non va necessariamente collegato alla comparsa di fenomeni psichici. Ci sono sensitivi che non hanno vissuto questa trasformazione, come ci sono persone in cui la kundalini è risvegliata senza che esse siano in possesso di nessun particolare talento psichico. Questo per dire che il processo kundalini può - e spesso succede - attivare delle abilità speciali, ma non è intrinsecamente collegabile ad esse. Tesi che è sostenuta anche da Swami Vishnu Tirtha (1962). Egli fa notare che un maestro di Yoga che ha il controllo sull'attività del suo cuore può non avere la kundalini risvegliata, mentre questa e altre simili abilità possono essere assenti in un adepto del Kundalini Yoga. In definitiva, qual è il significato di questo processo trasformativo? Come dobbiamo interpretare i suoi strani segnali e i suoi fenomeni? Di solito la persona che vive questa trasformazione è portata ad attribuirle tutti i significati possibili, perlopiù di carattere personale e soggettivo. Il mio scopo in questo libro è invece quello di descrivere il processo kundalini in termini di ciò che è osservabile.
Nel presente volume prendo in esame una serie di casi, alcuni dei quali appartengono a tradizioni culturali e spirituali di diversa origine, mentre altri sono frutto della mia esperienza clinica in veste di psichiatra. Entrambi i “campioni” offrono molti elementi per fare un ritratto dettagliato di questa trasmutazione psicofisiologica.
Di solito un clinico può, più o meno liberamente, sottoporre i suoi casi a valutazione, anche se le sue conclusioni possono essere messe in discussione. Nel 1976, quando stavo preparando la prima edizione di questo libro, il clima medico-scientifico era tale che ebbi molti scrupol a pubblicare le mie scoperte. Benché tuttora la tendenza del pensiero scientifico sia di intolleranza nei confronti del processo della kundalini e in generale della spiritualità, nell'ultimo decennio ci sono stati degli sviluppi incoraggianti. Si è andata creando una visione più allargata dell'essere umano, che tiene conto delle nostre capacità psichiche e anche del nostro destino spirituale. Sto parlando in particolare dei lavori di Kenneth Pelletier (1977), Larry Dossey 41982) e di Gabriel Cousens (1982). Oggi sono quindi meno riluttante a ripubblicare il mio libro completamente rivisto e ampliato.
Il modello a cui mi ispiro - che è quello formulato da Itzhak Bentov - può però essere sempre corretto e migliorato. Benché da allora nessun altro modello abbia catturato la mia attenzione, ciò non significa che un modello nuovo e migliore non possa essere elaborato. Sfortunatamente, il fermento iniziale della scienza nei confronti del processo della kundalini non ha condotto a una seria ricerca avente per oggetto questo importante fenomeno. Con la scomparsa di Itzhak Bentov nel 1981 e di Pandit Gopi Krishna nel 1986, gli studi sulla kundalini hanno perso i suoi più attivi sostenitori. Non resta che vedere come questo nucleo di ricerca embrionale si svilupperà.
Come è spiegato in questo libro, ci sono due diverse tesi molto dibattute. La prima sostiene che questo processo di trasmutazione psicofisiologica, notoriamente conosciuto come “il risveglio della kundalini”, esiste davvero. La seconda tesi lo intende come parte di un meccanismo di evoluzione, e in quanto tale non rientrerebbe nella patologia. A mio parere, il processo della kundalini è un aspetto, del tutto auspicabile, dello sviluppo psicospirituale umano.
Il potenziale evolutivo insito nel processo della kundalini ha trovato la sua massima espressione negli scritti di Gopi Krishna (1973). Sulla base della sua esperienza diretta del risveglio della kundalini, egli affermò:

"Un nuovo centro - di fatto latente nella media di uomini e donne - deve essere attivato cosicché una corrente molto intensa di energia psichica venga fatta salire dalla base della spina dorsale fin su nella testa, per permettere alla coscienza umana di trascendere i suoi limiti normali. Questa è la fase finale dell'impulso evolutivo presente nell'uomo. Il sistema cerebrospinale dell'uomo deve subire un cambiamento radicale, per permettere alla coscienza di trascendere i limiti dell'intelletto superiore. In tal modo la ragione si sottometterà all'intuizione e sarà la Rivelazione a guidare i passi dell'uomo".(p.15)

Inizierò la mia presentazione dell'argomento, parlando dello specifico significato che assume il processo trasformativo nei nostri giorni e rivedendo brevemente il problema dell'oggettività nella descrizione degli stati psicospirituali. Poi parlerò di come sia stata codificata la kundalini nella tradizione del Tantra Yoga, dato che è il riferimento culturale a noi più noto e il più accurato, oltre al fatto che si presta meglio a una interpretazione fisiologica. D'altronde, la presenza di alcune differenze nelle descrizioni classiche della kundalini e i dati che ho raccolto, mi hanno portato a distinguere il concetto tradizionale della kundalini intesa come “energia spirituale” da quello che io chiamo fisio-kundalini.
Per spiegare la fisio-kundalini userò, come ho già detto, il modello di Itzhak Bentov. è il primo (fino ad oggi l'unico) modello del fenomeno kundalini che sia stato verificato empiricamente. Discuterò il significato del lavoro di Bentov, i cui saggi sul micromovimento e sulla kundalini saranno presentati nell'Appendice 1. Nell'affrontare il tema della diagnosi, dimostrerò che è possibile, una volta individuato il processo della fisio-kundalini, distinguerlo dalla psicosi, anche quando queste due condizioni siano temporaneamente presenti in uno stesso individuo. Questa distinzione aiuterà i medici ad evitare i gravi errori fatti in passato. Una diagnosi errata può non solo complicare ulteriormente un caso, ma anche privare la persona, che presenta tutti i sintomi di una kundalini risvegliata, dell'alto potenziale trasformativo e spirituale di cui è il veicolo.
Spesso i soggetti che vivono la trasformazione attivata dalla kundalini hanno bisogno di uno speciale aiuto, perciò discuterò quali siano le forme di aiuto raccomandate e quali invece no. Infine, suggerirò una modalità per far fronte ai problemi e alle opportunità creati dal fenomeno della kundalini nella società. In questo tema, sento che troveremo una guida eccellente nel lavoro di Meher Baba sui Mast in India (vedi Appendice 2). Il capitolo conclusivo fu aggiunto a questa nuova edizione perché volevo ribadire l'importanza spirituale del fenomeno kundalini. Credo che ci sia molta confusione su quanto della vera spiritualità possa essere messo in relazione a delle esperienze psichiche. Gli insegnamenti dell'adepto contemporaneo Da Love-Ananda (Da Free John) sono un valido aiuto per liberarci da tutti i preconcetti sbagliati del pensiero comune e per collocare il fenomeno kundalini in un giusto contesto spirituale. L'Appendice 3 pone la domanda fondamentale: perché è davvero possibile il processo di trasformazione? Le Appendici 4 e 5 sono state fatte per essere consultate dai clinici e dagli specialisti.
Anche se la versione originale di questo libro fu scritta avendo in mente un pubblico di medici, essa ha trovato molti lettori anche tra i non specialisti. A giudicare dal numero di lettere e telefonate di lettori, il libro si è rivelato un grande aiuto anche per loro. Spero che l'attuale versione riveduta e ampliata possa essere di beneficio a sempre più persone.




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